F1 le pagelle delle squadre

Binotto, Horner, Wolff: chi ha guidato al meglio la squadra in questo 2022?

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F1 le pagelle delle squadre
F1 le pagelle delle squadre

F1 le pagelle delle squadre. Ci siamo occupati delle pagelle dei piloti, ora è il momento di analizzare le squadre. Dalla confusione italiana al gerarchismo austriaco fino all’annus horribilis dei tedeschi, chi merita il voto più alto? C’è spazio anche per tutti gli altri, in questa rewiew della stagione. Non può mancare un giudizio sulla disastrosa stagione della FIA.

Red Bull: 9

Spezza il dominio Mercedes nei costruttori e domina con il suo pupillo olandese. Il 10 non lo merita per l’inizio difficile, segnato da problemi tecnici, e per la cattiva gestione del rapporto Perez/Verstappen nelle ultime gare, a Mondiale vinto. Ma questo è il voto giusto: la Red Bull è una macchina perfetta, con gerarchie ben definite e – quasi – sempre rispetatte. Sviluppo della macchina impeccabile e costante nell’arco della stagione.

Alpine: 8

Ottima stagione per i francesi, che si mettono dietro la Mclaren. Anche loro hanno pagato i primi appuntamenti, ma l’esplosività di Alonso e la costanza di Ocon hanno fruttato punti pesanti. Limando le difficoltà tecniche (vedi Fernando) i risultati potrebbero migliorare, aspettando un team tutto francese, con Gasly e Ocon.

Alfa Romeo: 8

Chi si sarebbe aspettato un Bottas così a proprio agio nel team? Pochi. La vecchia Sauber si fa apprezzare per metà stagione, poi inizia il declino. Ma poco importa, più di 50 punti in tasca per un sesto posto nei costruttori che non arrivava da anni. E se al posto di Zhou (autore di una stagione comunque buona) avessimo avuto il nostro Giovinazzi?

F1 le pagelle delle squadre, i sufficienti

Haas: 7

Quasi 40 punti dopo due campionati all’inferno, un grande risultato. Steiner non poteva volere di meglio, e si toglie anche la soddisfazione di una pole (Magnussen in Brasile). Un rinascimento annunciato dopo due anni di lavoro: l’unica nota negativa è Mick, autore di una stagione più che anonima.

Ferrari: 6,5

Siamo tornati a vincere delle gare, ma la “bestia” dov’è finita? La Rossa sembra imbattibile ma qualcosa si rompe: anzitutto i motori, nella prima parte di stagione. Quindi si corre ai ripari, depotenziando per aumentare l’affidabilità. Il risultato è che la Red Bull scappa e la Mercedes ci torna col fiato sul collo. Se Leclerc è stato autore di miracoli e disfatte, anche Sainz ha pagato settimane in chiaroscuro. Generalmente la stagione è positiva, considerando da dove arrivavamo, ma la spada di Damocle rimane il dialogo tra muretto e piloti: più volte Charles è stato coinvolto in situazioni discutibili (Monaco, Silverstone, Ungheria, Brasile); serve maggiore coesione e soprattutto una gerarchia, stile Red Bull, per allontanare la confusione. Il voto è appunto figlio di questi fattori: guardando alle prime gare, questa Ferrari poteva essere da 10. Ora non ci sono scuse, nel 2023 solo passi avanti.

Wiliams: 6,5

La ex prima donna oggi diventata Cenerentola arriva ultima, ma non è più la Williams che prende minuti. Una stagione senza infamia e senza lode arricchita da alcune prestazioni spettacolari da parte di Albon. La prima annata senza Sir Frank spettatore è positiva. Latifi se ne va con la soddisfazione di un nono posto in Giappone.

Mercedes: 6

Dopo anni di dominio ecco che anche loro sbagliano una macchina, in parte anche per la lotta serrata dello scorso anno. Però dal minuto iniziale la squadra di Wolff ha ripreso la prestazione della Ferrari: chi l’avrebbe detto dopo il marasma iniziale? Se ci avessero superati all’ultima, avrebbero meritato un voto ben più alto, nonostante l’aiuto della direttiva 39. Per nostra fortuna non succede, ma la prossima stagione si preannuncia un confronto tutt’altro che diseguale. Abbiamo scoperto la qualità di Russell mentre nel lato box opposto abbiamo conosciuto un Lewis non particolarmente determinato, ad influire non poco sulla valutazione.

F1 le pagelle delle squadre, i bocciati

Mclaren: 5

Se non ci fosse Norris la squadra sarebbe da 3. Per fortuna Lando tira avanti la baracca e salva la stagione: inutile dire che dopo le ultime stagioni di crescita, ci si aspettava un ritorno nella contention per il podio. Il fantasma di Ricciardo vagabonda a metà classifica e non riesce mai ad avvicinarsi al compagno. Come la Mercedes, anche la casa di Woking non ha interpretato al meglio il cambio di regolamento.

Aston Martin: 4,5

Le prestazioni di questi due anni buttano più di un sospetto sulla Racing Point che sembrava una Mercedes. Nessun miglioramento tangibile unito ad una confusione totale nel box: Alonso proverà a invertire la tendenza. Seb salva con punti pesanti una squadra in caduta libera; Stroll si limita a fare il – pericoloso – valletto.

Alpha Tauri: 4

Un lontano ricordo del biennio passato: arranca dalla prima all’ultima gara della stagione e non sembra la “figlia” della Red Bull. Gasly non si sa bene dove sia finito, mentre Tsunoda possiede una buona assicurazione, a giudicare dai continui crash. Fare 100 punti in meno da una stagione all’altra è imbarazzante, il voto è ampiamente meritato.

FIA: 0

Al posto di Michael Masi sono arrivati… molti Michael Masi. La gestione della direzione di corsa è deficitaria, confusa, inspiegabile. A volte sembrano esserci e non farci: come a Monza, Suzuka ed Austin quando le monoposto passavano ad uno spiffero dalla gru. Chi nel 2014 guardò il GP del Giappone, si è incazzato. Mai più. Non gli si può metter più di 0.

 

 

 



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