Giro d’Italia 2022 a Jai Hindley, Carapaz si arrende

Decisiva la penultima tappa Belluno-Marmolada (Passo Fedaia)

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Giro d’Italia 2022 a Jai Hindley, Carapaz si arrende. Ieri pomeriggio nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona, Jai Hindley (team Bora-Hansgrohe) è stato incoronato vincitore della corsa rosa numero 105. In classifica ha concluso con di 1’18” vantaggio su Carapaz, terzo Landa a 3’24” mentre quarto posto per Vincenzo Nibali, alla sua ultima partecipazione, a 9’02. E’ il primo ciclista australiano della storia a vincere il Giro d’Italia. Per la vittoria del “canguro” di Perth è stata decisiva la ventesima tappa (vinta dall’italiano Vincenzo Covi, con una straordinaria fuga solitaria iniziata al Passo Pordoi), dove ha staccato di 1’25” Carapaz crollato all’ultima salita. La cronometro di ieri è stata vinta da un altro italiano, il campione d’Italia della cronometro Matteo Sobrero, al secondo posto l’olandese Thymen Arensman, terzo l’altro olandese Mathieu Van der Poel.

Giro d’Italia 2022 a Jai Hindley, Carapaz si arrende. Le classifiche finali

  • 1. Jai Hindley (Aus) 86:31:14
  • 2. Richard Carapaz (Ecu) + 1’18”
  • 3. Mikel Landa (Spa) +3’24”
  • 4. Vincenzo Nibali (Ita) +9’02”
  • 5. Pello Bilbao (Spa) +9’14”
  • 6. Jan Hirt (R.Cec) +9’28”
  • 7. Emanuel Buchmann (Ger) +13’19”
  • 8. Domenico Pozzovivo (Ita) +17’29”
  • 9. Hugh Carthy (Gbr) +17’54”
  • 10. Juan Pedro Lopez (Spa) +18’4
  1. Arnaud Demare (FRA) 254 punti
  2. Fernando Gaviria (Col) 136 punti
  3. Mark Cavendish (Gbr) 132 punti
  1. Koen Bouwman (Ola) 294 punti
  2. Giulio Ciccone (Ita) 163 punti
  3. Alessandro Covi (Ita) 102 punti
  1. Juan Pedro Lopez (Spa) 86:49:54
  2. Santiago Buitrago (Col) +5’43”
  3. Pavel Sivakov (Fra) +23’03”

Giro d’Italia 2022 a Jai Hindley, Carapaz si arrende. Lo spettacolo Van der Poel

Il belga Mathieu Van der Poel, prima maglia rosa del Giro d’Italia 2022, ha dato spettacolo in quasi tutte le tappe, con le sue fughe. Ma non si è gestito al meglio, pagando nei momenti decisivi. E’ stato premiato sul podio di Verona come atleta più combattivo. Alla sua prima esperenza completa in un grande giro (lo scorso anno al Tour si era ritirato prima di metà corsa per preparare le Olimpiadi), il campione olandese ha raccolto un bilancio di tutto rispetto: una vittoria di tappa, un secondo e un terzo posto nelle due cronometro, un altro secondo posto a Jesi con tanto di congratulazioni al vincitore Girmay, tanti chilometri in fuga, senza paura, anche nelle tappe meno adatte, quelle delle salite che poi lo hanno puntualmente respinto. Ma soprattutto Van der Poel ha dato l’impressione, bella, di divertirsi quando è in sella alla sua bicicletta, di pedalare contento, senza tener troppo conto di calcoli, tattiche e prospettive. Certo, probabilmente spreca, probabilmente ha preso le misure in un grande giro, probabilmente si è “scoperto” sulle tre settimane, ma una cosa è certa: ha fatto divertire. Anche sulle salite più dure, dove ha sfoderato la sua impennata, anche all’Arena di Verona, che lo ha accolto con un boato quando è entrato pedalando su una ruota sola.

 

 

 

 



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