Il Covid-19 torna a far tremare il calcio. Nuovo stop ai campionati europei?

In Europa la nuova variante Omicron desta numerose preoccupazioni. Vediamo come i vari campionati europei stanno affrontando l’aumento dei contagi.

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Il Covid-19 rischia di fermare nuovamente i campionati

Il Covid-19 torna a far tremare il calcio. Nuovo stop ai campionati europei? Molti giocatori, malgrado vaccinati, risultano essere positivi al Covid-19. Ultimi casi della lista sono Ciro Immobile e Lorenzo Insigne. L’attaccante della Lazio era già stato costretto a saltare il match con il Genoa di venerdì a causa di una gastroenterite. La sua presenza per la partita di oggi contro il Venezia era già a rischio, in seguito al contatto con la moglie, Jessica Melena, risultata positiva la settimana scorsa. Il tampone positivo di Immobile è arrivato però ieri mattina, escludendo quindi qualsiasi possibilità per la punta biancoceleste di prendere parte all’ultima di campionato prima della pausa natalizia. L’attaccante del Napoli è invece risultato positivo ieri e sarà costretto a saltare la partita con lo Spezia.

Tuttavia, ciò che sta facendo preoccupare la Lega Serie A e i tifosi, è quanto sta accadendo in queste ore per quanto riguarda Udinese-Salernitana. La partita, che si sarebbe dovuta giocare ieri alle ore 18.30, è stata rinviata a causa di un focolaio di Covid-19 tra i giocatori della squadra granata. L’Asl campana ha di fatto impedito ai giocatori di prendere parte alla trasferta di Udine. La partita verrà rinviata a data da destinarsi. Tuttavia, rimane sul banco la possibile sconfitta a tavolino per 3-0 ai danni della Salernitana. Pioggia sul bagnato per la squadra campana, che deve già far fronte alla possibile esclusione dal campionato di Serie A in corso a causa della sua delicata situazione societaria.

Il Covid-19 torna quindi tema di attualità per il calcio. Gravina ha già dichiarato che, in caso l’ingresso allo stadio venisse permesso solamente a chi è munito di tampone negativo, si ritornerebbe a giocare a porte chiuse. La F.I.G.C. si sta quindi già meditando su potenziali provvedimenti. Tuttavia, la situazione è pericolosa non solo in Italia. . .                Il Covid-19 e la nuova variante Omicron minacciano nuovamente l’Europa con una nuova ondata. La nuova variante sembra riuscire a superare le difese immunitarie da vaccino rendendo così la possibilità di contagio maggiore. Casi legati alla variante sono stati già registrati in molti Paesi europei, Italia inclusa. I vari governi stanno già prendendo differenti contromisure per arginare una nuova ondata di contagi e questi provvedimenti riguardano anche il calcio. Vediamo come gli altri paesi stanno gestendo la situazione.

Bundesliga- Il campionato è già fermo, come previsto da calendario, per la pausa natalizia e riprenderà il 7 gennaio. La situazione in Germania è complicata: nelle ultime settimane il Robert Koch Institut ha registrato un’impennata di casi da Covid-19 nella popolazione tedesca. Questa situazione si riflette ovviamente anche sul calcio. Di fatto, era stata avanzata l’ipotesi di riprendere a giocare le partite a porte chiuse o come le chiamerebbero i tedeschi Geisterspiel. Questa possibilità si è poi concretizzata nelle ultime ora divenendo ufficiale: dal 28 dicembre i principali eventi si terranno a porte chiuse. Per far capire la gravità della situazione al di fuori del mondo calcistico, il governo tedesco ha già pensato ad un nuovo possibile lockdown. Voce successivamente smentita nella giornata di lunedì dal ministro della salute tedesco. Tuttavia, la situazione rimane critica.

Premier league- La situazione non è delle migliori nel campionato inglese. Nell’ultima settimana ben 90 giocatori sono risultati positivi al Covid-19. La variante omicron sta trovando terreno fertile grazie al fatto che il 16% dei giocatori non è ancora vaccinato. La situazione è gravissima in Premier League: nell’ultimo weekend la Lega inglese ha fatto rinviare ben sei partite su dieci. Tuttavia, come riportato dalla Gazzetta dello sport, il campionato inglese non sembra voler fermarsi. L’idea è infatti quella di continuare, ragion per cui il 26 dicembre, giorno del tanto amato Boxing Day, si dovrebbe giocare regolarmente. La situazione era già grave da tempo. Il Tottenham non aveva potuto giocare l’ultima di Conference League a causa di un focolaio nella squadra. La UEFA ha perciò dichiarato la sconfitta a tavolino della squadra di Antonio Conte, che si è vista così eliminata dalla competizione.

Il campionato inglese sta prendendo già le contromisure necessarie per arginare il pericolo più grande: lo stop del campionato. Come riportato dal sito della Premier League, tramite nota ufficiale, il protocollo aggiornato prevede principalmente due grandi cambiamenti:                                                                                                                -tamponi antigienici quotidiani per staff e giocatori                                                            -tamponi molecolari due volte a settimana per staff e giocatori;                                        La situazione in Inghilterra è delle peggiori, specialmente se paragonate con gli altri principali campionati europei. Occhi puntati sulla Premier e su come agirà.

La Liga- La situazione in Spagna sta lentamente peggiorando. Ragion per cui, Real Federación Española de Fútbol ha già deciso di prendere delle precauzioni. Come riportato da Football España, i giocatori e lo staff di ogni squadra devono effettuare un tampone antigienico ogni qualvolta siano previste attività sportive (allenamento o partite). Al ritorno dalla pausa natalizia sarà necessario effettuare un tampone molecolare. A questi si aggiunge il divieto di stringersi la mano tra i giocatori prima della partita.                        Inoltre, i club dovranno chiedere ai giocatori di:                                                                -arrivare agli allenamenti e alle partite già cambiati;                                                        -lavarsi a casa o in hotel dopo la partita;                                                                          -mantenere la distanza ed evitare contatti con il pubblico.

Al momento non è previsto il rinvio di nessuna partita, malgrado i casi di COvid-19 tra le squadra ve ne siano. Ne sono un esempio l’Athletic Bilbao e il Real Madrid. Nella squadra basca, sino ad ora, i positivi sono quattro: Unai Simon, Berenguer, Martinez e Ezkieta. Invece, per i Galácticos la situazione è più critica. Come riportato da molti quotidiani spagnoli e internazionali, nella squadra di Ancelotti è scoppiato un focolaio da Covid-19. Sono ben nove i contagiati, tra cui Marcelo, Bale, Modric, Asensio, Isco, Alaba e il vice allenatore, nonché figlio di Carlo, Davide Ancelotti. Anche qui la situazione preoccupa, malgrado la Spagna sia uno dei paesi con il maggior tasso di vaccinati in Europa.

Ligue 1- Una prima preoccupante notizia era arrivata a inizio mese. Ben venti casi da Covid-19 erano stati registrati tra gli impiegati del Lille. Tuttavia la lega francese non sembra ancora aver preso delle contromisure. La pausa natalizia durerà sino al 7 gennaio, quindi il tempo per intervenire vi sarà. Tuttavia, come a riporta il quotidiano francese l’Equipe il Boredeaux ha registrato 14 casi di positività, tra giocatori e staff. La notizia è arrivata ieri e la Fédération Française de Football dovrà decidere come agire in vista della partita di questa sera tra Bordeaux e Lille. Quindi, allarme scattato anche in Francia, che avrà per l’appunto il periodo della sosta natalizia per meditare su quali contromisure adottare per evitare un nuovo stop al campionato.

Ora la palla passa alle varie federazioni calcistiche dei rispettivi campionati. La situazione è ancora contenibile in alcuni Paesi, mentre in altri è già alquanto preoccupante. L’obbiettivo è ovviamente evitare un nuovo lungo stop che causerebbe danni economici alle società di tutte le categorie e che priverebbe molti tifosi del loro amato sport. Ovviamente, bisogna sempre mettere la sicurezza prima di tutto. Anche le partite a porte chiuse, se dovessero scongiurare lo stop delle varie competizioni, sarebbe una valida alternativa per permettere comunque al calcio di andare avanti. Tuttavia, come abbiamo già detto, la decisione spetta ora alle varie federazioni, con la speranza che abbiano fatto tesoro delle esperienze passate.

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