Coppa del Mondo 2022, convocati Svizzera

Il ct Murat Yakin ha compilato la lista dei selezionati. Fa discutere la scelta di portare quattro portieri e due soli terzini. La stella è Granit Xhaka

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Coppa del Mondo 2022, l’impresa del nuovo ct. Quando Murat Yakin prese il posto di Vladimir Petkovic, dopo l’Europeo di un anno e mezzo fa, la Svizzera sembra già condannata al 2° posto nel girone di qualificazione mondiale dietro all’Italia. E’ vero che virtualmente, prima delle gare di settembre, le due squadre avevano gli stessi punti. Ma l’Italia aveva appena stravinto il confronto diretto nel cammino Europeo e tra le due squadre sembravano esserci tre spanne di differenza.

Poi gli azzurri hanno deciso di auto sabotarsi e Murat Yakin, con una Svizzera solida e veloce nelle ripartenze, ha conquistato passo dopo passo il primo posto nel gruppo C e il pass, un anno fa, a un Mondiale che arriva dopo il migliore della storia degli elvetici: quattro anni fa la Svizzera si spinse fino ai quarti di finale, otto anni fa fino agli ottavi. Insomma, non è certo una intrusa.

Coppa del Mondo 2022, convocati Svizzera: perché quattro portieri ?

Scelte che hanno fatto non poco discutere quelle del ct Murat Yakin. Innanzitutto la decisione di portare con sé ben quattro portieri. Perso Yvon Mvogo, il ct della Svizzera ha convocato un portiere in più rispetto a tutte le altre nazionali. Ma a far discutere ancor di più la decisione di lasciare in lista solo due terzini di ruolo: Ricardo Rodriguez e Silvan Widmer. Lasciando a casa gente del calibro di Kevin Mbabu e Jordan Lotomba. Per Murat Yakin, il problema potrà esser risolto ricollocando uno tra Edimilson Fernandes (scomparso nella squadra svizzera da giugno 2021), Manuel Akanji o Renato Steffen.

Tutte scelte che in Svizzera hanno fatto non poco storcere il naso. Nonostante la storia recente parli di una nazionale che ha conquistato gli ottavi di finale nel 2014 e i quarti nel 2018, oggi la Svizzera, in un girone con il Brasile favorito, ma anche con Serbia e Camerun, ha come obiettivo quello di superare la fase a gironi. Difficile guardare oltre con tre squadre sullo stesso livello in corsa per il secondo posto.

Coppa del Mondo 2022, convocati Svizzera: la lista completa

Portieri: Jonas Omlin (Montpellier), Gregor Kobel (Borussia Dortmund), Yann Sommer (Borussia Mönchengladbach), Philipp Köhn (Salisburgo)
Difensori: Eray Cömert (Valencia), Nico Elvedi (Borussia Mönchengladbach), Manuel Akanji (Manchester City), Ricardo Rodríguez (Torino), Silvan Widmer (Mainz), Fabian Schär (Newcastle)
Centrocampisti: Fabian Frei (Basilea), Ardon Jashari (Lucerna), Denis Zakaria (Chelsea), Fabian Rieder (Young Boys), Granit Xhaka (Arsenal), Djibril Sow (Eintracht), Michel Aebischer (Bologna), Remo Freuler (Nottingham Forest), Christian Fassnacht (Young Boys), Edimilson Fernandes (Mainz)
Attaccanti: Xherdan Shaqiri (Chicago Fire), Renato Steffen (Lugano), Noah Okafor (Salisburgo), Ruben Vargas (Augsburg), Breel Embolo (Monaco), Haris Seferovic (Galatasaray)

La stella è Granit Xhaka, occhio a Noah Okafor

Leader dell’Arsenal capolista in Premier League, capitano della Svizzera dal 2018. Per lui questo Mondiale arriva nel punto più alto della sua carriera. E dire che un anno e mezzo fa, a causa di litigi coi tifosi, la sua avventura londinese sembrava conclusa e il suo arrivo in Serie A, nella Roma di Joseè Mourinho, ormai prossimo. Poi non si trovò l’accordo e Granit Xhaka s’è rilanciato alla grande con la maglia dei Gunners. Seppur non capitano, oggi per l’allenatore Mikel Arteta è un insostituibile.

Quando un anno fa fece la sua apparizione all’Olimpico in un Italia-Svizzera purtroppo decisivo per la mancata qualificazione degli azzurri al Mondiale la domanda di tutti fu la seguente: perché è solo alla sua seconda partita con gli elvetici? Quella sera fece ammattire i centrali azzurri. Ora brilla in Austria, con la maglia del Red Bull Salisburgo. Non ha fatto la differenza nel doppio confronto col Milan in Champions League, ma resta talento tutto da seguire. Classe 2000, è cresciuto nel Basilea prima di trasferirsi nel club austriaco più titolato.

 



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