Inter, l’erede di Ivan Perišić è Federico Dimarco

L’italiano ex Hellas Verona non sta facendo rimpiangere il croato

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Inter, l’erede di Ivan Perišić è Federico Dimarco

Ci hanno provato in tutti i modi a trattenerlo, eppure non c’è stato nulla da fare. I nerazzurri erano arrivati addirittura a offrire a Perišić un biennale da 6 milioni di euro bonus inclusi, facendo del croato il calciatore più pagato della rosa, dietro solo all’imprescindibile Brozović, ma il canto delle sirene inglesi evidentemente era troppo forte per resistere. E così dopo la sua miglior stagione con l’Inter, l’ormai ex numero 14 ha scelto di andarsene lasciando vacante la fascia sinistra. Un colpo mortale – almeno all’inizio – per le aspirazioni di un club che avrebbe avuto bisogno del suo apporto per poter lottare per la seconda stella. Perdere in due anni prima Hakimi e Lukaku – quest’ultimo rientrato successivamente a Milano in prestito – e poi un’ala devastante come Perišić avrebbe demoralizzato chiunque. E in effetti così è stato, almeno in campionato, considerando che la squadra allenata da Inzaghi quest’anno si trova già oggi a inseguire, anche e soprattutto per la mancanza di un atleta del calibro di Ivan. Tuttavia qualcosa in queste ultime settimane è cambiato, perché la fascia sinistra, dopo un casting continuo, ha finalmente trovato un nuovo degno proprietario: Federico Dimarco. Schierato a settembre con il contagocce, soprattutto come terzino al posto di un Bastoni fuori forma, pian piano ha scalzato nelle gerarchie il tedesco Gosens – che non ha mai convinto fino in fondo – come 5° di centrocampo. Da quel momento in poi la fascia è diventata ufficialmente sua. Grazie alle capacità balistiche di cui è dotato, l’ex Hellas Verona è in grado di fare male quando decide di mettere il pallone in mezzo, un po’ come faceva Perišić, la cui caratteristica principale era quella di solcare la fascia avanti e indietro così da creare superiorità numerica in mezzo al campo. Questo non è ancora nelle corde di Dimarco, che comunque ha ancora ampi margini di miglioramento essendo solamente 25enne.

Lavorare sul dribbling sarà fondamentale

Magari non sarà ancora travolgente quanto l’Ivan Perišić dell’ultima stagione, tuttavia Dimarco sta crescendo molto, come testimoniato dall’ottimo contributo offerto prima con la maglia della Nazionale e poi con quella dell’Inter. Per arrivare al livello del croato, questo laterale di prospettiva deve imparare a dribblare meglio; considerando che la condizione fisica non gli manca di certo, chiave del successo nel calcio e in altri sport come il poker professionistico, visto che si allena alla grande e si prende cura del suo corpo come meglio non potrebbe, ormai ci siamo quasi. Un’ottima notizia, visto che l’erede dell’ex numero 14 a inizio stagione tra le fila nerazzurre sembrava non esserci, e invece…E invece, come detto, è stato trovato, nonostante Gosens contro il Barcellona abbia dato segnali di vita: oltre al goal si è mosso bene, sebbene abbia giocato solo un quarto d’ora. Tuttavia il tedesco nelle gerarchie nerazzurre resta una riserva dell’italiano, che all’occorrenza potrebbe essere schierato anche a destra. Vero è che da quella parte gioca Dumfries, e in seconda battuta Darmian, ma con un Dimarco in questo stato di grazia mai dire mai.

Dopo Çalhanoğlu, è il migliore per quanto riguarda punizioni e calci d’angolo

 

Inter, l’erede di Ivan Perišić è Federico Dimarco

photo by Pexels

L’Inter per essere più pericolosa in avanti dovrebbe sfruttare meglio i calci d’angolo battuti da questo laterale sinistro; le parabole che imprime al pallone sono talmente velenose che è un peccato non vedere Džeko colpire a rete di testa. Probabilmente Inzaghi dovrebbe lavorare diversamente su movimenti e smarcamenti dei suoi ragazzi senza palla, così da favorirne meglio gli inserimenti. Il 24enne nativo di Milano sa anche tirare i calci di punizione, che di solito sono tirati dallo specialista Çalhanoğlu. Diversamente dal turco, che indirizza la sfera in porta angolandola, il numero 32 bada più al sodo imprimendole potenza; una caratteristica questa che potrebbe essere utilizzata dall’Inter quando sarà sotto nel punteggio e avrà bisogno di segnare attraverso un rimpallo o una palla sporca ribattuta di seconda. Quante volte accade che nei minuti finali di una partita una squadra avversaria faccia densità dietro con tutti i suoi uomini per difendere il risultato? Nel caso, Dimarco c’è.



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