Festival di Trento, Paolo Maldini show !

Il leggendario calciatore rossonero, attualmente dirigente ospite sul palco. Le parole di un leader vero, innamorato dello sport e del Milan

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Paolo Maldini of Ac Milan during the Serie A Tim match between Torino FC and AC Milan at Stadio Olimpico di Torino Turin Italy on 26 September 2019. (Photo Marco Canoniero) ! only BELGIUM !

Festival di Trento, Paolo Maldini show ! Un racconto a 360°, dal passato glorioso all’attualità da dirigente. La giornata conclusiva del Festival dello Sport porta Paolo Maldini al Teatro Sociale di Trento, con tifosi ad esporre le sue maglie dalle balconate. Oltre un’ora di parole per il responsabile area tecnica del Milan con tanti aneddoti inediti. 26 trofei, tra i quali7 scudetti e 5 Champions League. 647 partite con solo due colori addosso: il rosso e il nero del Milan. Miglior terzino del mondo. Sono davvero tanti i «momenti di gloria» che hanno costellato la carriera di Paolo Maldini. Dopo la fulgida carriera da giocatore, quella da dirigente, con il primo scudetto arrivato l’anno scorso a proposito del quale dichiara: “Lo scudetto dell’anno scorso, da dirigente è stato un sigillo. All’inizio non mi sentivo pronto né adeguato alla carriera da dirigente. Leonardo, che ha una visione della vita basata sui miei stessi valori, mi ha insegnato tanto e incoraggiato molto”. Da dirigente, il grande numero 3 rossonero ha confidato di porsi ai giocatori come un padre: “In fondo, loro hanno l’età dei miei figli. Io a 16 anni mi sono ritrovato a dover essere uomo e mi ricordo bene le mie insicurezze”. Un Paolo Maldini al quale piace il suo nuovo ruolo: “Mi sento il garante dei tifosi rossoneri. Il nome della mia famiglia è legato al Milan dagli anni Cinquanta”. E, appunto, quanto manca papà Cesare, scomparso qualche anno fa, gli viene chiesto? “Tanto, nella quotidianità come quando io e i miei figli vorremmo dimostrargli cosa siamo capaci di fare”.

Festival di Trento, Paolo Maldini show ! Il rapporto con i giocatori del Milan

Il legame da dirigente con i giocatori che compongono la rosa rossonera è molto forte. Paolo Maldini racconta: “Giroud è un campione, punto e basta. Ha vinto un Mondiale, gioca in nazionale, è un professionista esemplare. La caratteristica principale di un campione è che è umile ed è un uomo squadra. Un campione viene fuori quando c’è bisogno. All’inizio è stato limitato da qualche infortunio, ma poi è venuto fuori. Ma è la storia di tanti giocatori che sapevano che l’occasione era quella. Internamente sapevamo che quella era l’occasione per arrivare ad un sogno, lo sentivamo, ci abbiamo creduto e i risultati sono arrivati. Pagato un milione più bonus? In realtà i bonus non si sono attivati perché doveva essere presente un tot di partite. Ibrahimovic? Se sta bene gioca ancora. ha velocità cattiveria e tecnica straordinarie. Lui è Zlatan. Lo sarà anche lasciato il campo. Maignan? Un grande portiere moderno e particolare: coi piedi a far girare palla è meglio dei nostri centrali difensivi. De Ketelaere? Ha tempo per crescere. Un giocatore di grande prospettiva. Mister Pioli? Avevo giocato con lui in under 21. Ha una carica contagiosa sul campo. Era considerato un “normal one”, ma è un leader nato. Non cerca mai alibi”.

Festival di Trento, Paolo Maldini show ! Berlusconi e Galliani nella vita del dirigente. Le offerte per i giocatori e l’addio di Federer

Un pensiero anche a Galliani e Berlusconi: “Galliani è milanista, ma milanista milanista. Quando contro lo Spezia l’arbitro ha sbagliato e non ci ha dato il gol, dopo 15 giorni è andato ad arbitrare il Monza. Galliani entra nello spogliatoio e dice “Ma come si permette di annullare quel gol al Milan?”. Negli anni abbiamo avuto qualche incomprensione, adesso il rapporto è fantastico. Lui non fa mai dimenticare quello che ha fatto per il Milan, lui è milanista dentro. È un grandissimo dirigente, quello che ha fatto col Monza è incredibile. Lunga vita a Galliani, dobbiamo tanto a lui. Berlusconi? Mi ha chiamato ultimamente per consigliarmi un acquisto, ma non posso dirlo. Chiama spesso Pioli. La cosa che consiglia più spesso è quella di non giocare col portiere, ma poi quando Maignan lancia 80 metri e facciamo gol impazzisce. È contento di questa strada che sta prendendo questo club, rimane un tifoso del Milan”. Sulle offerte irrinunciabili per i giocatori del Milan: “Sì, c’è un “non vi presentate neanche”. Theo Hernandez ? È un calciatore di altissimo livello. Ma non solo per lui, anche per altri. Se poi si presentano comunque dobbiamo vedere. Ma non necessitiamo di una cessione, i conti sono a posto. Ma i giocatori ormai incedibili non esistono più“. La chiusura su Federer: “È una brutta domanda, mi fa star male. Sono innamorato di quello che Federer ha portato nel mondo dello sport. Ci sono pochi atleti che mi hanno ispirato, lui è uno di questi. Sono andato a vederlo, l’ho visto dal vivo. Lui mi faceva i complimenti, io gli dissi: “Per il tuo rovescio darei due Champions League”. Un talento incredibile, mancherà a tutti gli amanti dello sport. Ha concluso alla grande”.

 



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