Pioli, Ibrahimovic e Maldini: la triade che sta riportando il Milan in alto

Pioli, Ibrahimovic e Maldini sono gli autori della rinascita del Milan. Vediamo però come i tre ci sono riusciti.

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Pioli, Ibrahimovic e Maldini: la triade che sta riportando il Milan in alto- Dopo anni di delusioni ed esclusioni dalle coppe europee, sia per i risultati sul campo sia per ragioni finanziarie, il Milan è tornato ad esprimere un bel calcio e a ottenere ottimi risultati. Ma come si è arrivati a ciò? Il successo non è dovuto al caso, bensì a tre uomini in particolare: Stefano Pioli, Zlatan Ibrahimovic e Paolo Maldini.

Stefano Pioli-  Uno dei fautori della rinascita rossonera è Pioli. Quando arrivò al Milan nell’ottobre del 2019, la stragrande maggioranza della tifoseria rossonera accolse con scetticismo l’allenatore parmigiano. In seguito all’esonero di Giampaolo, la dirigenza aveva infatti provato a portare a Milanello Luciano Spalletti. Tuttavia quest’ultimo non poté accettare a causa di ragioni contrattuali che lo legavano all’Inter. Il Milan decise allora di virare su Pioli, il quale sembrava essere la scelta dell’ultimo momento. La sensazione era quella di un traghettatore a cui era stato affidato il compito di concludere una stagione iniziata nel peggiore dei modi da Giampaolo (nove punti in sette partite). In effetti, le voci insistenti sul possibile arrivo a fine stagione di Ralf Rangnick sembravano confermare tale sensazione. Però, a distanza di più di due anni, Pioli è ancora al comando del Milan e continua a ottenere risultati importanti. Ma come si è arrivati a questo?

Una delle ragioni principali è il gioco di Pioli. Il Milan gioca un calcio moderno e mostra sicurezza nell’esprimerlo. La visione di calcio dell’allenatore parmigiano è diventata propria di questo Milan, ed è facilitata dalla presenza di giocatori giovani e di qualità. Alcuni di essi erano già presenti prima dell’arrivo di Pioli, come ad esempio Kessié, Calabria, Theo Hernández, Bennacer e Leao. Altri sono arrivati successivamente: Saelemaekers, Tonali, Brahim Díaz, Tomori, Maignan etc. In primis, tra i meriti di Pioli, troviamo quello di aver rivitalizzato alcuni di questi giocatori che stavano da tempo giocando sotto le aspettative. In secondo luogo, di aver dato invece ai giovani il tempo necessario per mostrare le loro capacità. Ne sono un esempio Tonali, Bennacer e Leao, i quali nelle rispettive prime partite col Milan non hanno di certo brillato, ma che ora garantiscono costantemente prestazioni di alto livello.

Zlatan Ibrahimovic- Nella fase iniziale della gestione Pioli, quando i risultati continuavano ad essere altalenanti, fu necessario l’introduzione di una figura che portasse con sé esperienza e cattiveria agonistica. Quella figura è Zlatan Ibrahimovic. Malgrado l’età del giocatore abbia destato in molti dei dubbi, lo svedese ha fatto parlare il campo, come sempre. I gol non sono mancati, malgrado causa infortuni le presenze siano state sporadiche. Tuttavia il contributo dello svedese al progetto Milan risiede proprio qui: Ibra non agisce solo in partita, ma anche fuori. La sua presenza nello spogliatoio è stato un altro degli ingredienti che ha permesso al Milan di rinascere. La sua mentalità ha cambiato il modo di allenarsi e giocare di molti componenti della squadra. Non a caso i risultati del Milan di Pioli sono migliorati con l’arrivo dello svedese. La presenza di un giocatore del suo calibro, della sua esperienza e della sua professionalità (in tal senso non scordiamoci di Kjaer) è stata necessaria, e tuttora lo è, alla crescita dei giovani del Milan.

Maldini Come abbiamo accennato, il Milan è una squadra ben congeniata. Ogni giocatore è un ingranaggio di un meccanismo più grande, il quale funziona perfettamente e permette alla squadra di macinare punti su punti. La funzionalità della rosa rossonera è dovuta anche al lavoro svolto da Maldini come direttore tecnico. L’ex giocatore è riuscito a dimostrare il suo valore come dirigente, acquistando i giocatori giusti che hanno permesso a Pioli di far funzionare la macchina Milan. Sicuramente molte scelte sono state dovute dall’impossibilità di fare un mercato faraonico, ma Maldini ha fatto di necessità virtù. La strategia di puntare su giocatori giovani e forti a basso costo, in linea con le direttive della dirigenza, sta ripagando sul campo. Ovviamente, in ottica calciomercato, il merito non è solo di Maldini ma anche di Massara, il cui ausilio nell’individuare i giovani più promettenti sul palcoscenico italiano ed europeo è stato fondamentale.

Il Milan di adesso- Dopo l’ottima stagione dell’anno scorso, il Milan è riuscito a riconquistare la qualificazione in Champions League, la quale mancava da sette stagione. Ora l’obbiettivo è confermare quanto di buono già fatto e i rossoneri ci stanno decisamente riuscendo. I risultati arrivano sia con le piccole, sia con le grandi. La squadra di Pioli non ha paura di giocare a calcio e non si tira indietro quando deve affrontare squadre che sulla carta sono superiori. Le statistiche in Serie A sono chiare: dieci vittorie e un pareggio, secondo miglior attacco e seconda miglior difesa. Il Milan è un autentico schiacciasassi. Tuttavia in Champions League fatica, complice un vero girone di ferro (Liverpool, Atletico Madrid e Porto). Però bisogna ricordare che il Milan è una squadra giovane che necessita di tempo, ma grazie a Pioli, Ibrahimovic e Maldini potrà tornare a dire la sua anche in Europa.

 

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