F1 Russell prima vittoria in Brasile

Prince George mette in fila tre giorni strepitosi e appone in bacheca il suo primo trofeo

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F1 Russel prima vittoria in Brasile
F1 Russel prima vittoria in Brasile

F1 Russell prima vittoria in Brasile. Dev’essere stata una goduria, per Russell, trionfare per la prima volta in posto tanto evocativo come Interlagos. A maggior ragione per le promesse che il ragazzo si porta dietro, unite ad un’attesa che dura da un paio di stagioni. Bahrein 2020: Hamilton alle prese col Covid è sostituito dal connazionale (ai tempi in Williams) e proprio mentre quest’ultimo sta per acciuffare la bandiera a scacchi un diavoletto lo tira giù con tutta la forza che può; la commistione tra il box confuso e la sfortuna lo costringerà a terminare nono. Nel paddock l’immagine emblematica di un ragazzo che sa di aver perso l’occasione, seduto su una banchina con i gomiti appoggiati sulle ginocchia e la testa cinta dalle mani per contenere il marasma emotivo del momento, espresso da uno sguardo vacuo e sconsolato. Due stagioni passano ed ecco il mondo alla rovescia: un raggiante sorriso alla consegna del trofeo accompagnato dall’urlo della torcida, poi l’istantanea del ragazzo seduto, sul podio ricoperto dai nastrini verdeoro, con sguardo appagato e soddisfatto impresso sul viso rigato da qualche lacrima colma di emozione. Questa gara ci conferma che nel circus abbiamo un altro cavallo di razza, un ragazzo diventato uomo pronto a mettere i bastoni tra le ruote ai piloti con cui si troverà a battagliare. Qualcuno aveva ancora dei dubbi circa la sua competitività, forse per il suo aspetto da nobile inglese più che da pilota senza scrupoli. Dopo aver vinto GP2 e GP3 alla prima botta ci ha messo qualche anno a imporsi in una gara dei “grandi”, ma allo stesso tempo ha dimostrato di saperci fare in ogni situazione, mantenendo una freddezza che appartiene ai più esperti. Al venerdì conferma la buona forma sua e della Freccia d’Argento, sabato monopolizza la Sprint (da questa in poi Race e non Qualifyng) e alla domenica – complici le bagarre che analizzeremo – ha messo in chiaro che non c’era trippa per gatti: questo è stato il weekend di George. Tornando al Bahrein, avrebbe sicuramente meritato quella vittoria, ma vuoi mettere con un successo in Brasile? Poteva festeggiare con l’acqua di rose tra i sultani su un podio anonimo senza la marea di gente in pista ad acclamarlo, invece lo fa su uno dei palchi più pittoreschi con la torcida in visibilio, stappando vero champagne e portandosi a casa un GP che da quando esiste è terra di conquista dei più grandi. Vogliamo mettere Sakhir con Interlagos?

F1 Russell prima vittoria in Brasile, il weekend

Prima di regalarci il trionfo numero uno di Prince George, a San Paolo come sempre abbiamo assistito alla bellezza della F1. Venerdì la qualifica statistica premierà incredibilmente il danese di casa Haas, Kevin Magnussen, il quale sceso per primo in pista non ha subito l’incedere della pioggia che ha rallentato tutti gli altri. Un successo pazzesco solo a pensarci, con il vecchio Kevin – ricordiamo che senza il conflitto russo-ucraino avremmo avuto Mazepin al suo posto – che regala al suo team e al sempre incazzoso Guenther Steiner la gioia della carriera. Qualifica che tuttavia noi italiani malediciamo per l’ennesima mancanza di comunicazione tra Charles ed il box: il monegasco era l’unico su gomma intermedia ed è stato richiamato al cambio quando già era in prossimità del traguardo. Altro giro altra giostra: sabato la Sprint Race ha spezzato le ali a Magnussen che è scivolato nel gruppo lasciando la lotta per la partenza al palo a Russell e agli altri. L’inglese dopo un’opposizione ferrea di Max tra il Reto oposto e la Subida do Lago gli rimane incollato per tutto il giro, prende la scia incrociando le triettorie in Curva del Sol e, sempre sul Reto oposto, lo sorpassa in velocità chiudendogli la porta prima della staccata. Da quel momento in poi Max viene scavalcato anche da Sainz (gran sorpasso) e Hamilton. Ad arricchire la gara lotte tra compagni: il sempre pericoloso Ocon fa a sportellate con Alonso, che prima si inalbera e dopo dirà sornione alle telecamere: “Ancora una gara e dopo non sarà un problema mio!”; l’incauto Stroll prova ad opporsi a Seb in rettilineo, allargandosi e costringendolo sull’erba, con Vettel che si lascia andare ad un ironico “Ok”. Alla domenica la gara è altrettanto emozionante: al via nessun incidente fino al settore guidato dove Ricciardo tampona Magnussen che, con la macchina fuori controllo, finirà addosso all’australiano: un bello strike innescato da Daniel che forse ha deciso di darsi al bowling in attesa della pensione. La Safety rientra al giro 7 e subito ci sono due contatti che pesano: alla S do Senna Lewis difende l’interno con Max che decide di entrare lo stesso affiancandosi all’esterno, i due percorrono la prima parte della curva insieme, Hamilton non transige sulla sua linea, Verstappen tiene giù il piede ed ecco il contatto; qualche curva più avanti, dalla Subida do Lago Norris e Leclerc procedono affiancati ed entrambi non rinunciano al gas originando il contatto che manda Charles contro il muro alla Ferradura (incredibilmente senza danni). Proprio Norris in preda a noie col motore si pianta nel settore lento e regala una seconda Safety utile alla rimonta di Hamilton, Leclerc e Max: negli ultimi giri un volenteroso Lewis non riesce ad attaccare il compagno, Sainz si prende la terza posizione scalzando Perez che scivola man mano in classifica fino a venire superato anche da Verstappen. Trionfa Russel, la Ferrari si consola con Sainz.

F1 Russel prima vittoria in Brasile, i protagonisti

“George Russell, benvenuto nel club dei vincitori di un gran premio!”: sono queste le prime parole che il pilota inglese sente in radio prima di esibirsi in urli d’emozione. A tenerlo a battesimo nella sua prima intervista da vincitore c’è Felipe Massa: “Gli ultimi dieci giri l’intensità a livello fisico mi ha prosciugato, sapevo di non poter fare errori”. Una vittoria che arriva da un lato per il weekend di grazia di George ma soprattutto per la rinascita Mercedes. La casa di Stoccarda pagava un minuto alle prime gare, ora si è messa dietro Ferrari e Red Bull; crediamo che dietro questa ripresa si nasconda un numero. La direttiva sotto la lente è la numero 39, quella che da Spa in poi determinava l’innalzamento dei fondi per venire incontro a problemi di porpoising. Difficile condensare in poche righe gli effetti causati ma non sbagliamo affermando ciò: la regola ha fatto guadagnare decimi alla Mercedes e ne ha fatti perdere alla Ferrari. In Mercedes c’è però anche un deluso: Sir Lewis è ancora secondo (terza gara di fila) quando pensava di poter vincere, questo record – una vittoria per ogni stagione disputata – non vuole arrivare, questa volta a causa del compagno. Rimane solo Abu Dhabi, dove la Mercedes penserà esclusivamente ai punti e non ad accontentare Lewis: mentre la Ferrari si crogiolava nella seconda piazza, che significherebbe stagione salvata, la Mercedes ha ripreso quasi tutto lo svantaggio, con 19 lunghezze da recuperare per il sorpasso. E veniamo alla Rossa: Sainz ha salvato il weekend con un buon podio e Charles è stato autore di una gran rimonta; a Yas Marina è vietato sbagliare, con la terza posizione nei costruttori i tifosi pretenderebbero che a saltare sia anche qualche testa in fabbrica. Inutile dirlo: per come era iniziata arrivare terzi sarebbe vergognoso, con una macchina che durante l’anno è regredita e non migliorata. Per questo devono essere lasciati fuori battibecchi: Charles voleva che Carlos gli cedesse la posizione per prendere qualche punto in più su Perez, ma la squadra ha detto – giustamente – no. Leclerc ha tutte le ragioni per essere furibondo, ma il suo atteggiamento (“Ok, grande rimonta, ora spegnete la radio”) in questo momento non aiuta la squadra: è indispensabile che si lavori insieme per evitare il collasso dietro Mercedes. Anche nel box dei bibitari la temperatura è alta: Checo ha fatto passare Max con la promessa di riavere la posizione l’ultimo giro. “Non chiedetemi più di aiutarlo, non faccio favori a chi non mi ha dato la scia”: il primo pugno lo tira Max e il compagno ribatte davanti alle telecamere: “Max ha mostrato chi è davvero, se ha vinto due mondiali è grazie a me”. Preparate i pop corn e non perdetevi il gran finale, sebbene regalerà un decimo delle emozioni che dà un circuito “vero”. Grazie Interlagos per lo spettacolo, come sempre.



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