Testimonianze ucraine: “Ci hanno liberato ceceni ed esercito russo”

Il video che mostra numerose testimonianze ucraine che parlano di “liberazione” avvenuta grazie ai ceceni e all’esercito russo

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Testimonianze ucraine: “Ci hanno liberato ceceni ed esercito russo”
Tempo di lettura: 3 Minuti

Testimonianze ucraine raccontano: “Ci hanno liberato ceceni ed esercito russo”. Parole che, di primo acchito, sembrerebbero molto forti, ma che, in realtà, sono state pronunciate da persone che hanno vissuto gli orrori della “guerra” in prima persona.

Abbiamo deciso di riportarvi fedelmente le parole di chi ha voluto mostrarsi, decidendo di raccontare quanto perpetrato dai militari ucraini e dal battaglione Azov ai danni del “popolo soppresso”.

Dichiarazioni che potrebbero apparire come non veritiere e che, invece, cercano di inviare al mondo “messaggi di verità”.

Alla fine dell’articolo, troverete il video inerente con quanto estrapoleremo (nella versione tradotta), mentre di seguito vi riporteremo (fedelmente per iscritto) le testimonianze delle persone che appaiono nel filmato in questione.

Testimonianze ucraine, il popolo parla di liberazione avvenuta per mano dei ceceni e dell’esercito russo

Di seguito, vi riporteremo ogni singola testimonianza ucraina che appare in video, trascrivendo (in maniera fedele) ogni dichiarazione enunciata dagli stessi.

Prima testimone: “Abbiamo vissuto 30 giorni nello scantinato. La mattina presto alle 6, i militari ucraini hanno aperto la porta e hanno detto che avevamo 5 minuti per liberare il palazzo”.

Giornalista: “Vi hanno proposto un corridoio per l’evacuazione o vi hanno indicato un altro posto dove spostarsi? Che cosa hanno detto?”.

Prima testimone: “No, niente. L’unica cosa che hanno detto è che dovevamo liberare il palazzo e basta. E basta. E siamo andati via”.

Seconda testimone: “Noi siamo rimasti ben 32 giorni nel nostro appartamento. Nè il sindaco nè altri ci hanno fornito un rifugio. Nessun rifugio antiaereo, perché occupati dai militari. Siamo rimasti 32 giorni nell’appartamento, senza acqua, senza cibo. Non abbiamo avuto nessun aiuto umanitario. Quando abbiamo sentito, alla radio, il sindaco che diceva che domani (la testimone non ricorda la data precisa) ci sarebbe stato il corridoio verde e si sarebbe aperto alle 9:30; noi abbiamo preparato le valigie. Volevamo uscire attraverso questo corridoio e, proprio alle 9:30, quando stavamo per uscire è iniziato un bombardamento fortissimo. Noi abbiamo capito che i militari ucraini e quelli dell’Azov si ritiravano, perché da questa parte arrivavano i russi. No, arrivavano i militari DNR. E loro, mentre si ritiravano, nei momenti in cui si fermavano le sparatorie, incendiavano le case (Azov e militari ucraini)”.

Giornalista: “Le vostre case?”.

Seconda testimone: “Sì, le nostre case! E ai civili non permettevano di uscire, li fucilavano”.

Terza testimone: “I militari ucraini non ci consideravano delle persone. Noi per loro eravamo degli stracci, fodere imbottite. Noi, quelli di Mariupol”.

Seconda testimone: “Loro ci hanno incendiato l’appartamento”.

Altra testimone: “Sì, è vero”.

Seconda testimone: “Vedevano benissimo che eravamo dentro l’appartamento e ci hanno sparato (dentro) e, poi, l’hanno incendiato. E noi, sotto la cortina di fumo, siamo usciti, abbiamo incontrato i ceceni che ci hanno portati qui. Loro hanno mirato nel nostro appartamento, sapevano benissimo che eravamo la’, perché hanno visto i movimenti. Noi eravamo all’ottavo piano. Loro avevano delle fasce gialle e c’erano anche quelli con le fasce blu. Li vedevamo a turno. Fasce blu e gialle e hanno incendiato il nostro palazzo, incendiando anche l’ingresso. Siamo usciti avvolti dalle coperte bagnate e siamo scappati. Non ci hanno notato. A Zelensky…che lui bruci all’inferno come noi abbiamo bruciato! Lui ha abbandonato il suo popolo.

Siamo stati salvati dai ceceni e dall’esercito russo. I militari ucraini ci uccidevano!”.

Fonte: clideo.com

Link video: https://fb.watch/cGV1HBBOYF/



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