Mondiali Basket 2019: dove può arrivare l’Italia?

A pochi giorni dal via della rassegna iridata, gli appassionati italiani di basket si interrogano sulle reali possibilità della nostra selezione nazionale

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I Mondiali di Basket 2019 stanno ormai per iniziare. La kermesse iridata, che si svolgerà in Cina a partire 31 agosto, vedrà anche la partecipazione della nostra selezione nazionale, a distanza di 13 anni dall’ultima. Naturalmente gli appassionati del nostro Paese guardano con molto interesse alla competizione, cercando di capire quali possono essere gli obiettivi dell’Italia.

Mondiali Basket 2019: un calendario benevolo per l’Italia

Il primo fattore da prendere in considerazione non può che essere il calendario, rivelatosi in effetti abbastanza benevolo con la nostra selezione. L’Italia fa infatti parte del gruppo D, insieme a Serbia, Angola e Filippine. In teoria non dovrebbe essere complicato cogliere il secondo posto che introdurrebbe gli uomini di Sacchetti alla seconda fase, un girone di quattro squadre con le prime due ai quarti di finale, ad eliminazione diretta, e le altre a casa. In questo caso il compito potrebbe diventare proibitivo, in quanto l’Italia dovrebbe giocarsi il pass con la forte Spagna, una delle squadre che mirano alla zona medaglie.

Mondiali Basket 2019: molto dipende dalle stelle

Le speranze dell’Italia sono ancora una volta riposte sulle stelle provenienti da NBA e da Eurolega, ovvero Marco Belinelli, Danilo Gallinari e Gigi Datome. Il problema è che proprio gli ultimi due sono in netto ritardo di preparazione, a causa di una serie di guai fisici i quali ancora oggi costringono in particolare l’ala del Fenerbahce a limitare il suo minutaggio nelle amichevoli di avvicinamento alla rassegna iridata. Ove entrambi tornassero ad un rendimento adeguato per il loro nome, le speranze dell’Italbasket potrebbero lievitare in maniera esponenziale.

Mondiali Basket 2019: troppo deboli sotto i tabelloni?

La nostra selezione, ancora una volta, dovrà però fare i conti con quello che è ormai un neo tradizionale, ovvero la mancanza di lunghi in grado di battagliare sotto canestro e impedire che le squadre avversarie possano avere ulteriori occasioni dopo un tiro sbagliato. Una carenza resa ancora più grave dal forfait di Niccolò Melli, uno dei pochi in grado di difendere la zona pitturata e aggiungere un contributo importante in fase d’attacco. Una mancanza cui dovrà ovviare ancora una volta la perfetta organizzazione di squadra.

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