Allarme acqua in Italia, ecco cosa sta succedendo

Allarme acqua in Italia, ecco cosa sta succedendo e lo scenario “apocalittico” riservato al nostro Paese, cosa ci attende?

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Allarme acqua in Italia, ecco cosa sta succedendo

Allarme acqua in Italia, ecco cosa sta succedendo. La libertà nel nostro Paese sta, via via, scomparendo? È questo quelle che si sta temendo e che sta circolando nel corso delle ultime ore. Per buona sorte, qualcuno ci anticipa le notizie che, spesso e volentieri, vengono celate per non creare allarmismi, ma quello che ci attende in futuro sembra essere reale e preoccupante. Parliamo, ovviamente, dei problemi che, giorno dopo giorno, si stanno sommando alla crisi finanziaria in atto. Una crisi di grande rilevanza che sta dissanguando famiglie e imprese italiane, lasciandole sul lastrico.

E tra timori di nuovi obblighi, imposizioni, mascherine e green pass (in parte preannunciate da coloro che vorranno presiedere il governo dopo le elezioni), appare opportuno rivelare un altro scenario che potrebbe palesarsi dinanzi ai nostri occhi. L’UE ha persino ipotizzato che ci sarà la possibilità di utilizzare l’acqua calda solo in certi orari. Questo significa che non saremo più liberi di lavarci quando vogliamo e, vista la situazione italiana, questo scenario potrebbe verificarsi con l’arrivo del freddo.

Allarme acqua in Italia, libertà annullata?

Prima di giungere “all’allarme acqua calda in Italia”, bisogna rammentare che le misure al vaglio sono davvero molteplici e di ogni tipo. Tra queste, come riporta anche ilparagone.it, vi sono: spegnere le vetrine la sera dopo le 22, lasciar chiuse le porte dei negozi, le facciate dei monumenti, le fontane ed edifici pubblici potrebbero restare al buio di notte o con le luci basse. E, infine, la possibilità che l’acqua calda venga fornita solo in determinati orari, così da ridurre i tempi di permanenza in doccia.

Al momento dovrebbe trattarsi soltanto di “consigli” che l’Unione Europea e i singoli governi daranno ai cittadini. Ma non è da escludere che, in caso di crisi ancora più grave, possa trasformarsi in vere e proprie imposizioni: “Dipenderà soprattutto dalle evoluzioni del conflitto in Ucraina, con le truppe di Mosca che da sei mesi hanno invaso l’ex repubblica sovietica. Una dinamica che ha fatto schizzare il prezzo del gas fino a 239 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam, mentre un anno fa costava poco più di 25”.

Mentre, per quanto concerne la riduzione relativa alla dipendenza dal gas russo, pare che sia giunto il momento dei singoli piani nazionali di risparmio energetico. Cosa ci attenderà il futuro? Cosa ne pensate voi?

 

Fonte: ilparagone.it



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