La nuova Ferrari si chiamerà SF-23

Spuntano le prime indiscrezioni sul disegno della nuova vettura. Intanto l’Alfa si rivela.

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La nuova Ferrari si chiamerà SF-23
F1 Ferrari Vasseur si presenta

La nuova Ferrari si chiamerà SF-23. Quando abbiamo festeggiato anniversari nel nome delle vetture di F1, per gioco del fato, l’abbiamo sempre presa in quel posto. Pensiamo alla F150 del 2011, nominata in tal modo per celebrare l’Unità d’Italia, la cui unica cosa gradevole era il tricolore all’alettone. Quest’ultima meriterebbe il titolo di macchina più obbrobriosa data in mano ad Alonso, se non fosse esistita la F14T (la T celebrava il ritorno del turbocompressore), che credevamo avesse rappresentato il punto più basso della nostra storia in F1. Ma poi è arrivata la SF1000, con la quale abbiamo corso il millesimo Gran Premio, al Mugello, nel 2020: finimmo doppiati con entrambe le macchine fuori dai punti. Concludiamo con la F175 dell’anno scorso: sette decadi e un lustro della Scuderia più vincente di sempre celebrati con una vettura che sembrava volare rivelatasi poi fallimentare nella seconda parte di stagione. Per eccesso di scaramanzia devo dirmi sollevato dalla semplice denominazione SF-23. Scuderia Ferrari-2023 è il nome prescelto per quella macchina che, a detta di Vasseur, lotterà per entrambi i titoli.

La nuova Ferrari si chiamerà SF-23, ecco le prime indiscrezioni

Per la presentazione, cui seguirà subito la prova in pista, probabilmente a Fiorano, dobbiamo aspettare una settimana. Intanto, sui quotidiani odierni, sono rimbalzate le prime indiscrezioni tecniche. Al simulatore il dato più in voga in queste settimane è il fantomatico “secondo/secondo e mezzo” (portati in dote dagli ancora più fantomatici “30 cavalli”) guadagnato rispetto allo scorso anno; per smorzare gli animi Vasseur ha chiaramente detto che se sarà così, lo si scoprirà in Bahrein. L’operazione “snellimento” è parte di questo ragionamento: la Ferrari di quest’anno dovrebbe essere “sottopeso” di qualche chilo rispetto alla precedente. Ciò porterà ad una inevitabile ridefinizione delle pance, ma senza rivoluzionarle: il disegno aerodinamico con il solco, che funge da “branchia” per le componenti interne e canalizzatrice del flusso all’esterno, è piaciuto e si è dimostrato efficace. Ulteriori modifiche (queste sì, sono pure indiscrezioni), riguarderanno la sezione laterale del fondo, fino al punto di contatto con l’asse posteriore. Dunque dovrebbe essere mantenuta la sezione a T, che già ha dato garanzie dal punto di vista aerodinamico, permettendo di estrarre più aria dal diffusore. In definitiva il disegno della SF-23 non dovrebbe differire parecchio da quello della F175. Ma questa, ha assicurato Vasseur, vedrà uno sviluppo diverso, più imponente, che non sarà interrotto o calmierato nel corso della stagione. La promessa è quella di osare, nei progetti e nell’applicazione di questi, per accrescere il patrimonio di conoscenze collegato al cambio di regolamento e ridurre il divario dalla Red Bull. L’obiettivo è uno, anche parecchio simbolico: non dover fermare i progressi, come da dieci anni a questa parte, per dedicarsi alla vettura dell’anno successivo. Sarà quello il segnale del nuovo corso Ferrari: una macchina che si sviluppa, di gara in gara, fino all’ultima bandiera a scacchi.

La nuova Ferrari si chiamerà SF-23, intanto l’Alfa si svela

Finalmente una presentazione tecnica, non il solito svelamento – inutile se ti chiami Red Bull – della livrea. Quella che partirà sarà l’ultima stagione della partnership Alfa-Sauber, progetto lungimirante promosso dalla buonanima di Marchionne, praticamente estinto con la morte del dirigente e rimasto solo di facciata. A prima occhiata colpisce il nero carbonato prevalente sulla vettura: con l’addio di Orlen (ora sponsor AlphaTauri) gli “stilisti” hanno deciso di non verniciare alcune parti, risparmiando sul peso. La C43 va a differire rispetto al disegno della precedente: le pance ricalcano grossomodo il progetto Red Bull dello scorso anno, con le bocche dei radiatori lunghe e stringate. Dunque le fiancate diventano strette e spioventi, convogliando il flusso verso il basso. Rimane da dirimere la questione del vano motore: l’Alfa sarà riuscita ad adattare le geometrie del motore Ferrari in uno spazio più rastremato? Sarebbe il compromesso che certificherebbe la qualità del progetto. La firma del disegno è di Monchaux, il quale ha avuto l’ordine di rischiare rispetto al “canone” aerodinamico dell’anno precedente: rivoluzionate anche le dentellature (ovvero i flap) sul fondo, unite alle nuove sospensioni posteriori pull-rod. Sarà stuzzicante vedere come Seidl gestirà la macchina progettata da un fedelissimo di Vasseur, oltre che dal neo TP della Rossa. Il tutto aspettando Audi e i soldi che arriveranno, nel 2026 che segnerà il confine di era, aprendo gli scenari futuri della F1.