Juventus, la rivoluzione alle porte

La società bianconera comincia a programmare il futuro: chi avrà potere decisionale e programmatico ? La squadra destinata ad essere stravolta quasi in toto

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Calciomercato Juventus

Juventus, la rivoluzione alle porte. Con il fallimento europeo alle spalle, la classifica in campionato deficitaria e i conti in rosso la rivoluzione è dietro l’angolo. L’allenatore Max Allegri avrà le sue colpe in materia di gestione, preparazione atletica e mancato aggiornamento. Ma è evidente che il parco giocatori in rosa non sia stato assemblato bene. La Juventus ha in carico ingaggi veramente pesanti e una sforbiciata al monte stipendi è in programma. Con scelte anche dolorose da fare, ma necessarie per riportare un clima sereno a Vinovo. In questo momento, oltre ai mancati introiti derivanti dalla Champions League, il problema principale è il vuoto societario. Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e altre figure dell’organigramma societario sono sotto inchiesta per il caso delle plusvalenze fittizie. Rischiano pesanti sanzioni penali e sportive. In questa situazione chi prenderà il comando delle operazioni ? Il plenipotenziario John Elkann ha ordinato al direttore sportivo Federico Cherubini di cominciare a programmare il futuro, fissando una riunione durante la sosta mondiale per valutare il da farsi.

Juventus, la rivoluzione alle porte: una squadra da rifare dalla testa ai piedi, togliendo ogni alibi all’ambiente

C’è una Juventus da rifare. Da qui a novembre (e poi da gennaio a giugno), tutti saranno esaminati sotto ogni punto di vista. A tale proposito, la disfatta di Haifa ha rappresentato il segno oltre il quale non si potrà più accettare errori. Su questo Andrea Agnelli è stato chiaro con dichiarazioni ufficiali e chiarissimo con il discorso all’interno dello spogliatoio. Sotto esame Max Allegri con il suo staff, sotto esame soprattutto i calciatori, dal primo all’ultimo. Il registro è già pieno di note, questo avvio di stagione ha lasciato il segno, ma è da qui che bisognerà ripartire. C’è chi appare in ogni caso intoccabile. C’è chi dovrà ancora essere valutato realmente. C’è chi invece è già appeso a un filo per diversi motivi. Di sicuro la proprietà non farà sconti: chi non si dimostrerà da Juventus, non farà più parte della squadra. Anche se questo vorrà dire complicare ulteriormente il percorso che dovrà portare al pareggio di bilancio partendo dal rosso di 254 milioni del 30 giugno. Insomma, niente alibi per nessuno, lo spogliatoio è nudo.

Juventus, la rivoluzione alle porte: chi resta, chi è in bilico, chi saluta….la situazione

Tra i bocciati c’è chi ha già capito che il suo contratto non verrà rinnovato: è il caso di un Alex Sandro disastroso o di un Juan Cuadrado ormai con il serbatoio scarico e a fine corsa. Uno che lascerà Torino un secondo esatto dopo la fine della stagione è Angel Di Maria, direzione Rosario. In bilico pure la posizione di Leandro Paredes: se dovesse continuare ad essere così fuori dal contesto bianconero, anche nel caso in cui scattasse l’obbligo di riscatto dal Psg finirebbe subito sul mercato. In difesa serve una rifondazione totale, con Leonardo Bonucci e Daniele Rugani a rappresentare una guardia vecchia da cambiare e non una vecchia guardia su cui puntare anche per il futuro. C’è anche chi per vari motivi non sembra in discussione. Il pacchetto di portieri, per esempio, rimane una base di cui fidarsi. Almeno fino alla scadenza naturale del contratto di Wojciech Szczesny (2024), mentre Mattia Perin è molto più che un semplice secondo. Nessun dubbio per ora accompagna l’investimento su Gleison Bremer, così come piace a tutti Danilo. Simbolo di una Juve che funziona è Fabio Miretti con gli altri Next Gen. E là davanti Dusan Vlahovic, pur avendo reso meno dello sperato, resta il colpo chiave del nuovo corso bianconero, aspettando il ritorno in campo di Federico Chiesa. L’addio di Manuel Locatelli sembra scritto, mentre Paul Pogba verrà valutato fino a fine stagione. Adrien Rabiot è in scadenza di contratto e andrà via, così come Moise Kean. Conferma per Arkadiusz Milik, un vero affare in tutti i sensi.

 

 



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