DANIELE MAZZONE: INTERVISTA

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DANIELE MAZZONE
DANIELE MAZZONE

Abbiamo intervistato Daniele Mazzone. Il centrale dell’Emma Villas Aubay Siena, che in passato ha giocato nella Nazionale Italiana di volley, ci ha raccontato in esclusiva le sue sensazioni dopo la straordinaria vittoria del Mondiale dell’Italia di Fefè De Giorgi, mettendo in luce i principali fattori che rendono questo gruppo così forte e amato. Mazzone ci ha poi parlato della nuova avventura con Siena e dell’avvincente campionato di Superlega che inizierà il prossimo 2 ottobre.

Daniele, partiamo dalla notizia più importante di questi ultimi due giorni: in un palazzetto gremito di tifosi biancorossi, il fantastico gruppo di Fefè De Giorgi ha vinto il Mondiale battendo la Polonia per 3 a 1. Gli azzurri hanno portato a casa un titolo che mancava da 24 anni. Ti aspettavi un traguardo simile?
Questa è la notizia dell’anno, se non del decennio, perché l’Italia ha fatto qualcosa di strepitoso. (…) Nessuno si aspettava un risultato del genere, anche perché in alcune amichevoli, come quella contro gli Stati Uniti, sembrava che ancora mancasse qualcosa per raggiungere il livello degli avversari. E invece poi, sul campo, gli azzurri hanno dimostrato di giocare davvero di squadra. Contro la Polonia l’Italia ha avuto un livello di difesa e copertura impressionante: Balaso ha difeso da libero più forte del mondo. Ma non solo lui: anche i centrali, tutti, Anzani, Michieletto e Lavia, che ha fatto un partitone. Giannelli, poi, ha gestito tutti gli attaccanti, ha provato ad alzare palloni quando erano meno marcati, ha fatto finte per servire l’opposto, ha giocato anche lui una partita incredibile. In tutto, ma soprattutto nella fase difensiva, si vede molto la mano di De Giorgi. Io ho avuto Ferdinando solo per due mesi, lo scorso anno. Fefè, oltre ad essere una bellissima persona, in palestra non fa differenze: puoi chiamarti Giannelli, Michieletto, Scanferla o in qualsiasi altro modo, ma se non ti tuffi, fai il carrello di palloni. Questa è una cosa che non si vede spesso, perché quasi sempre ci sono “figli e figliastri”. De Giorgi, invece, è molto equo con tutti.

Questo gruppo è spigliato, talentuoso e giovanissimo, ma soprattutto ama divertirsi in campo. Anche per te sono questi i punti di forza dell’Italia? O credi ce ne siano altri, come un coach pacato e preparato come De Giorgi? Cosa rende quest’Italia così talentuosa e amata?
E’ “la bella gioventù”: vedere dei giovani divertirsi piace. Se questi giovani oltre a divertirsi vincono anche, allora piacciono ancora di più. (…) Per quanto riguarda “gli ingredienti magici”, tutti in campo ci divertiamo a giocare e competere. Secondo me, quindi, non si tratta di divertimento, quanto dell’assenza di gerarchie e di equità tra tutti i giocatori, quella che ha garantito De Giorgi. Questo fa vivere la squadra in un’armonia migliore.

C’è un azzurro che ti ha particolarmente impressionato per le sue prestazioni?
Lavia ha fatto semifinale e finale da miglior schiacciatore del mondo. Anni fa, quando lo vedevo entrare ogni tanto a Ravenna, dicevo sempre: “Ok, questo diventerà uno bravo”. Direi che non mi sono sbagliato. Uno degli azzurri che mi ha stupito tanto è Romanò, che ha messo in piedi una quantità e una varietà di colpi incredibile. (…) Se lo scorso anno Yuri tirava solo in diagonale, quest’anno ha imparato che esiste anche l’altra parte del campo, e adesso riesce a tirare la linea con precisione e con costanza. E’ davvero un ottimo giocatore.

Sei adesso centrale del Siena. Il direttore generale Mechini ti ha definito “una garanzia nel tuo ruolo”. Cosa ti aspetti da questa scelta e da te stesso?
Queste parole fanno tanto piacere, quest’anno dovrò dimostrare il mio valore. E’ stata una scelta coraggiosa la mia, perché potevo rimanere a Modena, dove avevo ancora un anno di contratto, ma ho scelto di approdare qui per un motivo diverso. Tre anni fa Siena ha cercato di fare la Serie A1, ha costruito una squadra dai singoli molto forti, ma poi è arrivata penultima ed è retrocessa. Una sfortuna incredibile, perché c’era un presidente che voleva investire seriamente nella pallavolo, e nel primo anno d’esordio Siena è uscita in questo modo. E’ dispiaciuto molto a tutti, perché sembrava una società che potesse rimanere in Serie A per tanto tempo. Quest’anno voglio provare a fare quello che non sono riusciti a fare anni fa: creare una squadra che riesca per prima cosa a salvarsi, e costruire una realtà che possa ambire ai playoff e a resistere nel tempo. Il direttore sportivo mi ha detto che l’obiettivo primario è salvarsi, ma potremmo aspirare anche a qualcosa in più della salvezza per la squadra che è stata allestita e per l’alto livello dei singoli.

La prima di campionato sarà in trasferta contro Itas Trentino, proprio contro i tre neo campioni del mondo Michieletto, Lavia e Sbertoli. Partenza complicata?
Partenza complicata sì, perché nelle prime tre gare affronteremo Trentino, Perugia e Milano. Sarà un inizio non facile. Dovremo essere capaci di sopportare le sconfitte e i momenti complicati, e dovremo cercare di non rilassarci troppo negli allenamenti o dopo vittorie inaspettate, ma credo che i giocatori qui con me al Siena abbiano trascorso le mie stesse esperienze, quindi saremo saremo in grado di gestire gli equilibri.

Qual è l’obiettivo personale stagionale che ti sei prefissato?
Raggiungere i playoff. Secondo me, Trento, Perugia e Piacenza arriveranno tra le prime tre. Seguiranno Civitanova e Modena, mentre dal sesto posto in giù noi potremmo giocarcela con Monza, Milano e Verona. Se arrivassimo tra le prime otto sarebbe un buon obiettivo. E poi, una volta lì, avremmo solo da guadagnare.

ARTICOLO COMPLETO E FONTE:https://news.superscommesse.it/interviste-personaggi-famosi/2022/09/daniele-mazzone-a-supernews-il-segreto-di-questa-italia-con-de-giorgi-azzurri-tutti-sullo-stesso-piano-sogno-i-playoff-con-siena-502925/



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