DIEGO NARGISO: INTERVISTA

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Abbiamo intervistato Diego Nargiso, ex tennista italiano e commentatore televisivo. Vincitore del torneo Juniores di Wimbledon nel 1987, è stato il più giovane tennista italiano della storia ad aver disputato un incontro a livello di Grande Slam e ad averne vinto uno, a soli 18 anni, a Wimbledon nel 1988. Tra i protagonisti del team italiano di Davis degli anni ‘90, soprattutto nel doppio, Nargiso si è espresso sulla squadra di Davis Cup guidata da Filippo Volandri e sull’attuale panorama tennistico italiano e internazionale, indicando i top 3 giocatori destinati ad essere i nuovi numeri 1 del tennis.

 Diego, sei stato il vincitore di Wimbledon Juniores nel 1987, sei il più giovane tennista italiano della storia ad aver disputato un incontro a livello di Grande Slam, all’età di 17 anni e 9 mesi agli Australian Open del 1988, e ad averne vinto uno, a 18 anni, nell’edizione dello stesso anno del torneo di Wimbledon. Che ricordi hai di quelle esperienze? C’è un giovane tennista italiano che ti piace particolarmente che potrebbe intraprendere il tuo stesso percorso ed essere considerato “un predestinato”?
I ricordi sono molto sbiaditi dato che sono passati ormai più di 30 anni, ma comunque rimangono nella storia del tennis italiano e a volte, come per Wimbledon, anche a livello internazionale. Spero che qualcuno possa intraprendere questo percorso. Non è tanto importante farlo ad una certa età, quanto riuscire a replicarlo nel tempo, come ad esempio sta magnificamente facendo Sinner.

 L’Italia di Volandri vincerà nel giro di qualche anno la Coppa Davis? È un gruppo che ha tutte la carte in regola per farlo? In una recente intervista hai dichiarato che “servirebbe un allenatore dedicato al doppio, che Filippo Volandri non può far tutto”. In doppio abbiamo delle carenze dettate dalla poca predisposizione dei giocatori oppure manca un’efficace organizzazione del lavoro?

Sono sicuro che la Nazionale con Volandri capitano possa vincere la Coppa Davis, ma che per farlo abbia bisogno di una grande coppia di doppio. Non voglio sembrare uno di quelli che critica il lavoro di Volandri, anzi, lo stimo molto, ma continuo a pensare che per il doppio di Davis ci voglia un progetto, e che per farlo serva la disponibilità dei giocatori, dal momento che attualmente oltre Fognini, Bolelli e forse Vavassori, non ci sono tennisti con una grande propensione al doppio, soprattutto indoor, dove oggi, con la nuova formula, si giocano le fasi finali della Coppa Davis.

 Attualmente è in corso il Masters 1000 di Montecarlo: dopo l’eliminazione di Fognini e Sonego, gli unici italiani approdati agli ottavi di finale sono Sinner e Musetti, che giocheranno rispettivamente contro Rublev e Schwartzman. Che ne pensi delle prestazioni degli azzurri in questo torneo? Quale tennista è il favorito per la vittoria del 1000, secondo te?

Montecarlo apre sempre la stagione sul rosso e non è un torneo semplice per nessuno. Gli italiani hanno fatto abbastanza bene, hanno conquistato gli ottavi Sinner e un grande Musetti, che ora possono ambire anche ai quarti. Peccato per Sonego, dal quale mi aspettavo qualcosa di più, mentre Fognini ha fatto il suo. In ogni caso, per la vittoria del torneo vedo favorito uno tra Ruud, Tsitsipas e Zverev.

Se dovessi scegliere i top 3 tennisti della nuova generazione, quali nomi faresti e perché?
Non è facile prevedere chi tra i protagonisti di oggi sarà il numero 1 di domani. Sicuramente ci sarà Alcaraz, poi spero Sinner e infine dico Medvedev, un tennista difficilissimo da battere. Un po’ più indietro, Zverev, Tsitsipas, Ruud, Auger-Aliassime, Shapovalov.

Gli appassionati aspettano il grande ritorno di Roger Federer, lontano dai campi da tennis ormai da molti mesi. Tre giorni fa, lo svizzero ha pubblicato sul suo profilo Instagram una sua foto con su scritto: “Rehab is rocking” (“La riabilitazione va a gonfie vele”). Lo rivedremo presto giocare, magari nel torneo di Wimbledon? King Roger può essere ancora competitivo in questo panorama tennistico?
Il vecchio Re manca a tutti, soprattutto ai più nostalgici. Personalmente, credo che se tornerà a giocare sarà solo perché crede ancora di poter competere almeno sulla sua amata erba e a Wimbledon. Se poi sarà veramente competitivo, questo ce lo diranno solo le partite che spero vedremo. Sicuramente sarà molto dura per lui, ma il re è sempre il re.

Che ne pensi in generale del tennis femminile e del rendimento delle tenniste italiane? Il tennis femminile italiano ha subito un calo negli anni oppure vedi ancora in qualche azzurra un potenziale o un talento importante?
Il panorama femminile vive una fase in cui le numero 1 si susseguono in modo a dir poco imprevedibile. Reputo Swiatek e Osaka le giocatrici con più personalità, quelle che potrebbero prendere l’eredità di Barty. Per quanto riguarda le nostre tenniste, non conosco tanto quelle che stanno arrivando, ma credo che l’Italia, ciclicamente, come ha sempre fatto, tornerà a sfornare grandi giocatrici.

 ARTICOLO COMPLETO E FONTE:https://news.superscommesse.it/interviste-personaggi-famosi/2022/04/diego-nargiso-a-supernews-vi-dico-la-mia-top-3-dei-futuri-numeri-1-davis-possiamo-vincerla-ma-serve-una-grande-coppia-di-doppio-489490/



2 Commenti

  1. […] Cagliari – L’obiettivo è nobile: creare un polo tennistico di alto livello per l’intera Sardegna, così da garantire ai giovani della regione la possibilità di inseguire i propri sogni senza doversi trasferire a chilometri e chilometri da casa. Una mission che il Tennis Club Cagliari ha deciso di inseguire puntando (poco più di un anno fa) su un nuovo direttore tecnico di spessore come l’italo-argentino Martin Vassallo Arguello, ex tennista con trascorsi da top-50 Atp e anche da dirigente nella Federtennis argentina. “La nostra idea di sviluppo – racconta il 42enne di Temperley – parte dal Tc Cagliari ma abbraccia l’intera Sardegna, perché la crescita del movimento regionale va di pari passo a quella dei suoi club. Da settembre stiamo lavorando per strutturare un percorso che possa permettere ai giovani di svolgere un’attività di alto livello pur rimanendo qui: vogliamo arrivare a un punto nel quale l’essere sardi non debba più rappresentare uno svantaggio per chi desidera diventare un tennista, bensì un’opportunità”. Di conseguenza, oggi molte delle logiche del club sono indirizzate alla crescita dei giovani, partendo dalla scuola tennis. “Come staff – continua Vassallo – ci stiamo formando per arrivare a parlare tutti lo stesso linguaggio, e abbiamo avviato anche delle collaborazioni con Ct Villaputzu e Tc Carbonia, per trasmettere anche a loro un metodo di lavoro che possa far crescere il movimento. Anche i campionati a squadre li abbiamo impostati in un’ottica formativa: non ci interessa vincere una partita in più o in meno, tutto è finalizzato al miglioramento. Idem l’organizzazione di tornei: investiamo sulle competizioni per fare in modo che i nostri ragazzi possano confrontarsi continuamente con altri tennisti di pari categoria”. […]

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