Atalanta, vittoria europea: è 0-1 alla Juve!

L’Atalanta batte la Juventus a Torino e si porta a +7 sui bianconeri

Tempo di lettura: 4 Minuti
687
BERGAMO, ITALY - OCTOBER 06: Atalanta BC coach Gian Piero Gasperini greets the fans and celebrates the victory at the end of the Serie A match between Atalanta BC and US Lecce at Gewiss Stadium on October 6, 2019 in Bergamo, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

La Juve esce sconfitta e ridimensionata dopo lo spareggio Champions di oggi contro un’Atalanta che, pur non facendo una delle sue super partite a cui siamo soliti, porta a casa il risultato. Tra i protagonisti ovviamente Duvan Zapata, come al solito decisivo. Sono 8 i gol del centravanti colombiano in Serie A. La Juve torna a casa con tante preoccupazioni e un Federico Chiesa infortunato.

I primi 45′

Durante i primi 25 minuti del primo tempo, almeno per i tifosi neutrali, ci si annoia parecchio, visto che la partita è assolutamente bloccata, anche data l’importanza dei punti in palio. La Juve supera la metà campo solo tramite giocate individuali mentre l’Atalanta, con il solito baricentro alto tipico di Gasperini, non da respiro alla manovra, già di per sè sterile, dei bianconeri. Al 27′ arriva la chiave di volta della partita. Da un passaggio sbagliato di Morata all’altezza della metà campo scaturisce una ripartenza che Duvan Zapata sfrutta al meglio per siglare l’ennesima marcatura stagionale. Implacabile l’attaccante cafetero, innescato da un passaggio vincente di Djimsiti, che intercetta il pallone perso dall’attaccante spagnolo e serve immediatamente il suo compagno. Da registrare il pessimo posizionamento della difesa juventina con De Ligt che non segue la linea dettata dai suoi compagni, tenendo in gioco Zapata. Il resto del primo tempo vede la Juve continuare nella sua solita confusione generale e vede come unica potenziale occasione un tiro di Dybala da fuori area che lentamente si spegne lontano dalla porta di Juan Musso.

 

La seconda frazione

Prima della ripresa abbiamo già una novità: fuori Chiesa dentro Bernardeschi. Vediamo così la Juve perdere una delle fonti primarie del gioco offensivo impostato da Max Allegri. Una partita dove continua a prevalere l’agonismo alle occasioni da gol e dove i cartellini gialli sono i protagonisti. I nervi sono molto accesi da inizio gara. Per vedere una chiara occasione da gol dobbiamo arrivare verso il 65′.  Rabiot da dentro l’area cerca di incrociare con il destro ma il pallone esce di poco dalla porta nerazzurra, con Musso che sembrava pronto nella parata. La Juve chiaramente prova ad alzare il ritmo per cercare il pari ma la difesa bergamasca è in una giornata splendida. Da segnalare la prestazione dell’ex Demiral, oggetto misterioso lo scorso anno in bianconero. L’Atalanta sfiora il secondo gol con una bella azione corale non conclusa da Pasalic, anticipato da Cuadrado. Le occasioni, come le grandi giocate dei singoli, latitano. Mancano 15 minuti al fischio finale, il pallone si fa infuocato. I ritmi adesso sono altissimi. Sono ben 6 i gialli dati nel secondo tempo(9 totali) a dimostrazione della grande foga dei 22 in campo oggi a Torino. Vengono concessi 6 minuti di recupero dall’arbitro Ayroldi, autore di un’ottima direzione. Minuto 94 arriva la più grande occasione della Juventus, ovviamente su calcio da fermo. Lo specialista Dybala prende la parte esterna della traversa su punizione dai 25 metri. Finisce così. Impresa della Dea che sbanca l’Allianz Stadium nel segno del suo bomber e con una prestazione fisica e di carattere sontuosa.

 

 

Juve, quanti scheletri nell’armadio?

La Juve è in crisi di gioco, da inizio anno. Questo lo possiamo dire con grande certezza. Allegri stesso nelle ultime conferenze stampa ha detto che sta cercando di migliorare diversi aspetti sia nella fase offensiva, sia nell’impostazione dal basso. Certo questi miglioramenti non si vedono ne davanti ne in mezzo al campo, dove la Juve è sempre troppo compassata e Locatelli il più delle volte, predica nel deserto. Le lacune sono evidenti sia a livello tattico che, sorprendentemente, tecnico, visto che Rabiot e Bentancour continuano ad avere rendimenti troppo al di sotto dello standard Juventus. Và però detto che si sente l’assenza di una tipologia di centrocampista come Arthur, in grado di legare i reparti. L’Atalanta oggi è stata superiore nel ritmo gara e nell’attenzione ai particolari. Proprio due dogmi della prima Juve allegriana. Quali soluzioni dunque potrà trovare Allegri per colmare il gap di 7 punti momentaneo dal quarto posto? Innanzitutto il parco giocatori dall’idea di essere inadeguato all’obbiettivo Champions, mancando uomini chiave come un regista e una punta stile Vlahovic, in grado di far salire la squadra e alleggerire la pressione. La Juve in rosa ha troppe seconde punte- trequartisti. Lo stesso Morata da prima punta funziona molto poco e le prestazioni lo confermano. Ma la rosa, che ha chiari limiti anche negli uomini in difesa, non è l’unica responsabile. Un secondo colpevole è lo stesso mister. Allegri difatto continua nella sua rinuncia al gioco anche quando il campo lo chiede, perpetrando l’essere passivi e aspettare delle occasioni da gol create da giocate singole.

Un calcio troppo all’antica

Questo tipo di impostazione nel calcio di oggi, più dinamico, veloce e intenso, non basta più. Espressione del calcio moderno è la Dea bergamasca. Da quando Gasperini siede sulla panchina come guida tecnica, con un un calcio propositivo, verticale e dinamico sono arrivati risultati storici. Questa sera però l’Atalanta ha giocato una partita da grande. Rispondendo fisicamente alla Juve e vincendo tutti i duelli individuali nelle zone chiave del campo, ha vinto la gara. La Juve in conclusione, per crescere deve adeguarsi al nuovo calcio e perchè no, guardare proprio alla sua avversaria odierna. Anche perchè proprio chi fa questo calcio oggi è quarto in classifica in solitaria, dunque essere propositivi rende…



1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Controllo Anti Spam 4 + 3 =