Giulini si sfoga: “Stop alle nazionali!”

Il presidente del Cagliari sul Corriere dello Sport ha criticato le nazionali

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Tommaso Giulini, presidente del Cagliari Calcio, in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, ha manifestato tutto il suo disappunto circa l’argomento nazionali di calcio. Una questione alquanto spinosa, che sta “toccando” in prima persona tutti i club, non solo della nostra serie A. Questi appuntamenti, che consistono in partite amichevoli e gare di Nations League, troppo spesso, si traducono in danni e problematiche, per i club detentori del cartellino. Spesso infatti i calciatori tornano nei rispettivi ritiri di club, infortunati o ancor peggio affetti da Covid-19. Una vera piaga, che di questo passo, rischia di mettere le società definitivamente in ginocchio. A tal proposito è intervenuto il numero uno del sodalizio rossoblu isolano.

Giulini, sfogo deciso e perentorio

“Fermate le nazionali!”. Questo è l’eloquente messaggio del presidente cagliaritano. Dopo la questione Vida Croazia, la società sarda dovrà provvedere a verificare le condizioni di saute del suo tesserato Marko Rog. Il croato infatti è compagno di nazionale di Vida, e quindi si renderà necessario un controllo. A tal proposito ha affermato: “Faremo le verifiche necessarie, spiega il numero uno dei sardi, ma come tutti i club siamo contrari a queste convocazioni per amichevoli o Nations League”. Ha poi aggiunto: “Capisco le qualificazioni ai mondiali, ma tutto il resto è superfluo e rischioso per i tesserati”.

Altre considerazioni importanti

“Gestiamo centinaia di tamponi, con i relativi costi. Poi arrivano le nazionali e i giocatori vanno in giro per il mondo”. Queste le altre considerazioni di Giulini, che ha poi approfondito il tema, facendo anche un esempio concreto. “Guardate i sudamericani. I “nostri” per esempio, girano quattro aeroporti. Una cosa, che in questo momento specifico, credo sia realmente inopportuna e fuori luogo. Se poi consideriamo quanto stiamo facendo per mandare avanti la Serie A, va da se che certe manifestazioni, che implicano altri contatti e viaggi pericolosi, debbano essere banditi”.

 

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