Dybala vittima sacrificale: quanto è grande la crisi della Juve?

La dirigenza Juve deve gestire grosse difficoltà di bilancio dopo il disastro Covid-19

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Paulo Dybala

Nonostante l’assegnazione del titolo di MVP, Paulo Dybala potrebbe essere sacrificato sull’altare della finanza, al termine dell’anno forse più disastroso di sempre per i bilanci bianconeri.

Non è certo una novità. Già l’anno scorso, di questi tempi, in casa Juve ci si interrogava se fosse il caso di sacrificare il figlio prediletto per salvare la baracca, sorretta da un filo sottilissimo che subisce il peso di un bilancio in forte perdita.

Le finanza bianconere sono appesantite dai grandi sforzi economici operati negli anni per tentare l’assalto a quella coppa che, nonostante tutto, non è arrivata.

Higuain e soprattutto Cristiano Ronaldo: tra ammortamenti e ingaggio monster il portoghese drena una ingente quantità di risorse. Il peso del fuoriclasse ammonta a circa 80 milioni annui e questo grava su una società che nonostante tutto non ha raggiunto i propri obiettivi sportivi

Dybala patrimonio immenso

Per questo, a malincuore, a Torino si valuta di risollevare le sorti del club con una plusvalenza eccezionale. Come eccezionale sarebbe quella derivante dalla cessione di Pauolo Dybala. L’argentino ha un peso residuo sul bilancio di soli 11 milioni mentre sul mercato potrebbe fruttarne ben 100. Un surplus di 90 milioni che arriverebbe come un unguento miracoloso a guarire in parte le ferite della Juve.

Niente è ancora deciso, e la dirigenza bianconera sonda il mercato in attesa di sviluppi. Tutti gli elementi fanno però presupporre che la rottura ci sarà in questa finestra di calciomercato. Non sono molti infatti i calciatori in rosa in grado di produrre plusvalenze così corpose.

Un altro indizio importante arriva dal mancato rinnovo del contratto: gli agenti dell’argentino chiedono un adeguamento dello stipendio puntando ad oltre 10 milioni annui, e la Juve difficilmente potrà accontentarli.

Plusvalenze e riduzione ingaggi, la strategia della juve per evitare sacrifici

Le difficoltà finanziarie alla Juventus non sono affare di oggi: già da qualche anno, infatti, la società bianconera suda sette camicie per riuscire a rientrare nei parametri del fair play finanziario ed evitare pesanti sanzioni.

Fino ad ora i dirigenti sono riusciti a far fronte ai problemi ottenendo plusvalenze importanti su giocatori di secondo piano e lavorando ad una riduzione generale del monte ingaggi.

Matuidi lasciato partire a zero dimostra quanto pressante sia l’esigenza della società di ritoccare al ribasso le voci di spesa maggiori. Quest’anno però la finanza creativa potrebbe non bastare. Il buco lasciata dalla pandemia e l’uscita prematura dalla Champions hanno dato un colpo durissimo al già fragile equilibrio finanziario. Il tempo è maturo per l’estremo sacrificio

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