Kim ki-duk film: le migliori pellicole del regista sudcoreano morto a 59 anni per Covid

Il mondo del cinema piange il regista Kim ki-duk, 59 anni, sudcoreano, stroncato da complicanze dovute al covid-19 mentre si trovava in Lettonia

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Kim ki-duk film

Kim ki-duk film. Il 2020 e il covid continuano a fare vittime eccellenti. E’ notizia di poco fa la scomparsa del regista sudcoreano Kim Ki-duk, stroncato a 59 anni per complicanze dovute al coronavirus.

La notizia è stata data dal sito lettone Delfi.lt. Kim Ki-duk era arrivato in Lettonia il 20 novembre probabilmente per acquistare una casa nella località marittima di Jurmala ma non si era presentato all’incontro. Successivamente, i suoi colleghi avevano iniziato a cercarlo negli ospedali, riferisce sempre Delfi. Per via delle leggi sulla privacy gli ospedali non potevano fornire informazioni a riguardo ed è solo con un comunicato ufficiale dell’ospedale di Riga in cui si trovava che si è poi saputo che Kim Ki-duk era morto a causa di complicazioni dovute alla COVID-19, a cui il regista era recentemente risultato positivo. La morte del regista è stata confermata anche dalla sua interprete Daria Krutova.

Kim ki-duk film: i grandi successi del regista

Regista di fama mondiale, ha diretto film cult come L’isola e Ferro 3. Ha vinto il Leone d’oro a Venezia nel 2012 con la pellicola Pietà.

Il film L’Isola è forse la pellicola più famosa del regista. La trama parla di una donna che vive su un’isola (e che si offre agli uomini di passaggio) e un ex poliziotto si incontrano, forse si amano, ma siamo più dalle parti del thriller sociologico che del romance.

Kim ki-duk film: biografia

Il regista era nato il 20 dicembre 1960 a Bonghwa, nel nord di Gyeongsang, nella Corea del Sud. La passione per il cinema, coltivata da sempre, ad un certo punto prende il sopravvento e lo spinge ad abbandonare la patria in direzione dell’Europa. Sarà Parigi ad accoglierlo e a portarlo al successo. Qui comincia a scrivere sceneggiature per il cinema. Nel 1992 torna in Corea dove vince il premio della Korea Film Commission per la migliore sceneggiatura di Jaywalking. Debutta come regista l’anno seguente con The Crocodile. Nel 1997 è sceneggiatore, scenografo e regista di Wild Animals e nel 1998 di Birdcage Inn.

Nel 2000 esce L’isola che ottenne un grande successo alla Mostra del cinema di Venezia, ma sarà il film Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera del 2003 a consacrarlo come regista in tutta Europa.

La casa vuota, ritenuta la sua summa artistica, ottiene un Leone d’argento per la miglior regia alla 61ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e una candidatura al David di Donatello come miglior film straniero.

Torna alla Biennale nel 2016 con Il prigioniero coreano, distribuito nelle sale italiane nel 2018. Da sempre molto impegnato nella vita sociale e politica del suo paese nel 2014 aveva realizzato un film che era un atto d’accusa nei confronti del suo paese.

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