Inter diventa americana. Possiamo stare tranquilli?

La squadra vincitrice dello scorso campionato italiano passa di proprietà. I nuovi padroni sapranno come comportarsi?

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Inter diventa americana – È stato un ottimo risultato quello dell’Inter nel campionato appena concluso. È riuscito ad ottenere la seconda stella sul proprio simbolo, che per chi non lo sapesse vuol dire che è arrivata ad ottenere, nella sua storia calcistica, il ventesimo scudetto. Di certo molti sanno che l’Inter, da notevole tempo, non è più della famiglia Moratti, che ne era sotto un certo aspetto l’emblema. E che era passata in mani diverse traghettando il calcio italiano, forse tra le prime squadre, verso mani che non erano più italiane.

Inter diventa americana

Il calcio diventa un metodo di investimento per società o fondi di investimento che vedono nel business del calcio una fonte di reddito. Si potrebbe dire quello che è stato fatto da parte dei paesi arabi per trovare scopo alle miriadi di miliardi che hanno accumulato nella loro storia commerciale petrolifera.

Con la fine del campionato, l’Inter è passata di mano. A causa di un prestito in scadenza, la squadra è stata consegnata nelle mani del fondo Oaktree di base americana. Che adesso ne è l’assoluto proprietario. Detto questo si potrebbe pensare bene di questo passaggio: avere una squadra nelle mani di un indebitato come era in precedenza può dare un senso di sicurezza perché nel fondo i soldi ci sono con più certezza.

Ma dall’altro lato le cose hanno una diversa sfumatura.

Fino a che c’era la vecchia proprietà, ci si poteva affidare ad una tranquillità partendo dai tifosi fino ai giocatori. Che la conduzione della squadra non avrebbe avuto forti scossoni. Mentre adesso, che è cambiato il mestolo del paiolo e perfino il cuoco che versa la zuppa, la domanda è molto semplice: dove andremo a finire?

Da tifoso, anche se all’acqua di rose, non ho grossa paura. Perché se ci si rifà a Machiavelli è bene quando c’è un principato ereditato che l’erede non faccia troppi cambiamenti per portare avanti il principato. Se invece questo fondo non capisse adeguatamente come funziona il calcio italiano, allora ci sarebbe da preoccuparsi. Sempre rifacendosi a Machiavelli, ci vorrebbe che il principe, il fondo d’investimento, nominasse un bravo capo militare, l’amministratore delegato, che non porti la squadra troppo alla ribellione.

Confido nell’intelligenza di Oaktree, che dovrebbe vedere sicuramente nel futuro della squadra anche il futuro della propria acquisizione sportiva.

Foto: https://pixabay.com/it/photos/calcio-internazionale-italia-3560083/

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