Felipe Anderson, Fabiani: “Gli avevamo offerto 5 anni, ma…”

Il calciatore non voleva rinnovare, poi alla Juventus ha preferito il Palmeiras

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Felipe Anderson, come vi abbiamo raccontato, andrà a chiudere la carriera in Brasile al Palmeiras.

Ha rifiutato sia l’offerta del rinnovo di contratto con la Lazio sia l’offerta di ingaggio da parte della Juventus.

Ad esprimersi su quanto accaduto è stato il Direttore Sportivo della Lazio Angelo Fabiani, ai microfoni di RadioSei. Riportiamo il suo intervento integrale.

Felipe Anderson, l’intervista al DS Fabiani

 “Felipe Anderson si è comportato da uomo e con una dignità e professionalità incredibile.

Noi abbiamo fatto di tutto per trattenerlo, ma quando ci si trova di fronte a scelte di famiglia e di territorio non c’è niente da fare.

Lui è andato al Palmeiras e ci ha rimesso dei soldi rispetto a quanto gli aveva offerto la Lazio”.

“Gli abbiamo proposto cinque anni e uno stipendio importante, il secondo o il terzo più alto in rosa.

Lui ha messo al centro del progetto la famiglia, gli è nato da poco un figlio.

Chapeau ad Anderson, è una persona straordinaria. Non ha mai sollevato problemi né alla Lazio né in altre società. È il figlio che tutti vorrebbero”.

Fabiani sul progetto Lazio

 “Noi abbiamo già iniziato in estate, nel mese di luglio, a prendere degli elementi giovani e di prospettiva che stanno facendo anche abbastanza bene.

Questo progetto non si ferma, ma bisogna sempre stare in movimento sul mercato. Saranno fatte delle operazioni funzionali al progetto di miglioramento, senza però butta al macero quelli della vecchia guardia che possono ancora dare qualcosa alla Lazio.

Non è una rivoluzione totale, ci sono ancora tanti senatori che possono dire e fare molto. Poi è chiaro che quando si cambia, ognuno ha un proprio metodo di lavoro e ci possono essere dei mal di pancia. Ma esistono tante cure.

La Lazio deve tornare a essere al centro del progetto. Noi siamo retribuiti per lavorare per la Lazio e per il popolo laziale. Forse è l’ultimo atto che farò nella mia carriera, il ciclo finisce anche per i direttori.

Io sono un professionista stipendiato e questo è il mio lavoro, ma ci tengo da morire alla maglia della Lazio”.

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