Trezeguet: “Vi racconto la mia Juve”

“Scelsi il 17 perché mi dissero che portava sfortuna”

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David Trezeguet, uno dei più grandi attaccanti della storia della Juventus, ma anche di quella del calcio 

“Io ho sempre detto che sono arrivato in Italia nel periodo migliore, quando il calcio era davvero al top. Mi sono ritrovato ad affrontare delle super difese che mi hanno permesso di crescere in fretta, perché era davvero complicato affrontarle.
Ricordo Nesta e Maldini al Milan, Samuel e Materazzi all’Inter, MIhajlovic e Couto alla Lazio.
Erano “cattivi” calcisticamente parlando, e mi hanno fatto crescere sportivamente perché io dico sempre che per aumentare il livello bisogna confrontarsi con questa gente qui.
Mi sono guadagnato il rispetto da loro perché allo stesso tempo, io gli ho portato tanto rispetto.

Per me però la coppia dei difensori più forti che ho visto giocare, per fortuna spesso erano con me: sono Thuram e Cannavaro, Fabio tra l’altro ha vinto poi il pallone d’oro. Una coppia completa, perfetta.

Paolo Montero merita un capitolo a parte, era l’aggressività pura fatta persona, ti faceva vincere perché aveva sempre parole importanti che erano di stimolo verso tutto il gruppo e poi perché tutti avevano paura di lui, e questo nel calcio, è un fattore importante per essere vincenti.

Trezeguet

Perchè ho scelto il numero 17? Perché quando arrivai alla Juventus erano disponibili il numero 5 e il 17. Chiesi perché fosse libero il 17 e mi dissero perché portava sfiga.
Con quel 17 ho scritto una pagina importante della storia della Juventus”.