PASQUALE GALLO: INTERVISTA

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Per avere un qualificato parere in merito al derby d’Italia e al suo verdetto, la redazione di News.Superscommesse.it ha raggiunto Pasquale Gallo. In questo passaggio dell’intervista, il noto agente e manager calcistico, che non ha mai fatto mistero di avere nel cuore la Juventus, dice la sua sulla stagione dei bianconeri e sulla prestazione nel big match contro l’Inter.

Ritiene eccessive le critiche che sono tornate d’attualità dopo la sconfitta nello scontro diretto sia nei confronti di Allegri, accusato di eccessivo attendismo, che di Vlahovic?
“Inter e Juventus oggi sono due pianeti molto lontani. La Juve è in ricostruzione, l’Inter ha davanti a sé quattro mesi molto particolari, perché può vincere tanto, ma sappiamo bene anche che la situazione societaria è in divenire. L’Inter ha meritato la vittoria, Szczesny ha compiuto diversi interventi decisivi, ma alla fine a decidere la partita è stato un episodio. Per certi versi i nerazzurri mi hanno un po’ deluso, hanno fatto bene quei 10-15 minuti di pressing, poi dopo il vantaggio hanno gestito.

Non riesco a capire chi se la prende con Allegri. A centrocampo la Juve non ha un vero riferimento, il giocatore più importante, e anche più sottovalutato, è McKennie. (…) E non parliamo delle fasce. In rosa non ci sono terzini che sanno fare tutta la fascia come fa Dimarco. Sento critiche perché la squadra si abbassa troppo, ma se succede è perché la difesa non dà sufficienti garanzie. Poi, purtroppo, c’è che Chiesa e Vlahovic sono incompatibili. Dusan si trova meglio con Yildiz, ma anche lui deve crescere molto. (…) Quando sento criticare Vlahovic trasecolo: senza i suoi gol la Juve avrebbe molti punti in meno. Anzi, sa cosa le dico? Dopo Charles e Bettega, che è stato un fuoriclasse assoluto, è uno dei migliori centravanti che la Juve abbia mai avuto nel gioco aereo”.

Secondo molti il campionato è virtualmente finito e l’Inter è troppo superiore alle concorrenti per perderlo. Pensa che sia presto per spegnere i sogni di rimonta dei tifosi juventini, ma anche di quelli milanisti?
“Non so come si possa definire chiuso un campionato con quattro mesi d’anticipo. (…) Inter-Juve era una partita importante, ma non decisiva. I tre punti servivano paradossalmente più all’Inter. (…) Poi sono i più forti e restano i favoriti, probabilmente vinceranno, ma le rimonte sono ancora possibili. Non solo da parte della Juventus”.