De Ketelaere: bidone o fenomeno? Forse, solo di Bruges.

Il giocatore belga è forse il più chiacchierato della sua categoria da quasi due anni, per molti resta un enigma come la città da cui proviene.

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Charles De Ketelaere


Charles De Ketelare è l’enigma dell’ultimo anno e mezzo di serie A. Il giocatore belga è da tempo uno dei nomi maggiormente citati nei bar e nelle pagine social dal momento in cui il Milan ha deciso di sborsare gli ormai famosi 30 milioni per assicurarsi i suoi servigi.
Un “tassa” di cui il ragazzo avrebbe fatto volentieri a meno ma che quando si gioca sul verde di San Siro bisogna mettere in conto di pagare.
La scorsa stagione è stata senza dubbio negativa, Charles ha lasciato di sasso più volte il pubblico rossonero e non in positivo.
Ci sono state delle difficoltà evidenti, amplificate dal contesto in cui si è trovato. Il giovane è stato utilizzato per colpire la figura di Maldini separatosi poi a fine stagione dal Milan.
Una volta mancato l’ appoggio dei suoi estimatori De Ketelaere ha trovato casa 50 km più a est della città meneghina e Bergamo lo ha accolto abbastanza freddamente per i suoi standard.

I primi mesi all’ Atalanta– Il ragazzo ha subito fatto ricredere tutti alla prima di campionato con il gol che ha aperto le danze della stagione nero-azzurra nello 0-2 in casa del Sassuolo. Charles ha poi iniziato ad inabissarsi e riemergere a fasi discontinue fino alla recente doppietta in Coppa Italia, sempre contro il Sassuolo.
Per lui in tutto 21 presenze stagionali, 6 gol e 5 assist.
Un bottino niente male visto il punto di partenza, che ha riportato in auge “l’enigma Charles De Ketelaere”.
Il ragazzo ha frequentato una scuola cattolica quindi è probabile sappia tradurre la locuzione latina “Numerantur enim sententiae, non ponderantur” di Plinio il giovane. Il magistrato romano riteneva che i “voti non si pesassero ma si contassero” ed aveva ragione. Fosse stato appassionato di calcio si sarebbe però reso conto di come i numeri non sempre seguano questa logica.
Nella valutazione di un giocatore i gol, infatti, si contano ma si pesano anche. I “numeri” di De Ketelaere sono arrivati per la maggior parte contro squadre di piccolo- medio cabotaggio (Sassuolo e Rakow su tutte).
Ma allora è un fenomeno o un “bidone” questo ragazzo? E se fosse solo di Bruges?.

Charles De Ketelaere e Bruges: due mondi affini.
La storia secolare della città in cui il ragazzo belga è nato assomiglia molto alla sua carriera fino ad ora. I periodi di splendore, alternati a momenti  soporiferi, sono stati  immortalati perfettamente da Georges Rodenbach nella sua opera dal titolo sinistro, “Bruges la morta”.
In questa opera Rodenbach mostra la discrasia tra l’assoluta bellezza della città e il suo moto lento e stagnante, quasi nebbioso.
Anche De Ketelaere è fatto del medesimo stampo: abbagliante e ipnotico per la bellezza di alcune sue giocate e allo stesso tempo sonnolento e opaco quando le cose non vanno per il verso giusto.
Charles è un prototipo di calciatore “romantico”, cosa con la quale dovrà fare i conti per capire esattamente cosa vuol fare da grande.
Per ora gli appassionati dovranno gustarselo così, con i suoi picchi di classe e le sue improvvise uscite di scena e in qualche modo se ne dovranno fare una ragione senza scaricare addosso troppe pressioni ad un ragazzo che oltretutto è molto giovane e che ha il tempo dalla sua per, citando Rodenbach, “sognare ad ali chiuse, covando le stelle”.


Charles De Ketelaere – Wikipedia