ALDO SERENA: INTERVISTA

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Aldo Serena ha commentato il derby di Milano ai microfoni della testata sportiva News.Superscommesse. Un match di cui è decisamente “esperto” e durante i quali ha lasciato più volte il segno. Nell’estratto di quest’intervista il suo pensiero sull’Inter, sul Milan, ma anche sull’altalenante Napoli di Garcia.

Il derby ha detto che in questo momento l’Inter è davanti al Milan: il 5-1 rispecchia davvero la differenza che c’è tra le due squadre?
“Io penso che in assoluto non sia il vero divario che c’è tra queste due squadre, ma nei 90 minuti si è visto questo divario invece. Il risultato dunque è giusto, però non è la reale differenza tra i due collettivi”.

Qual è il giocatore nerazzurro che l’ha colpita di più?
L’Inter ha fatto una straordinaria prova collettiva, il centrocampo dell’Inter è il più forte d’Italia. Ma resta negli occhi la prestazione e il gol di Thuram, con i suoi strappi e le sue giocate. Deve abituarsi a giocare da attaccante, da seconda punta: se ci riesce bene, può diventare un’arma letale per Inzaghi anche e soprattutto in campo europeo, dove la velocità e la forza fisica negli allunghi sono fondamentali”.

Pioli ha sbagliato tutti i derby dell’anno solare 2023 e il suo Milan sembra molto altalenante da diverso tempo: cosa pensa che dovrebbe cambiare? Atteggiamento, scelte tattiche?
“Dovrebbe cambiare sia sul piano mentale che sul piano tattico. L’Inter difficilmente si scopre e lascia spazio agli avversari, è sempre molto equilibrata nella gestione degli spazi: servirebbe quindi un’idea di gioco ben precisa e puntuale per poter superare la squadra di Inzaghi, soprattutto con una pressione costante per intercettare palla nei momenti topici. Il Milan ha tenuto palla con una lentezza esasperante, senza mai dare strappi e ripartire in maniera incisiva”.

Il Napoli, che ha il Tricolore cucito sul petto, ha cominciato in maniera un po’ altalenante. Di chi è la colpa secondo lei? De Laurentiis, Garcia, normale assestamento?
“Quando si ha lo Scudetto sul petto significa che l’anno prima è stato dato il massimo. Io avrei cercato di mantenere inalterato l’equilibrio di gioco, dunque: naturalmente Garcia non è Spalletti e ha teorie diverse, però avrei aspettato un po’ più di tempo per poter reinserire le proprie proposte. Una riflessione va fatta anche su Osimhen e Kvara, che in questo momento stanno facendo un po’ di fatica. In più, non è stato rinnovato il contratto, hanno ingaggi non adeguati. Ora, premesso che la deriva di questo calcio non mi piace e neppure le iniezioni di soldi dall’Arabia o dalla Premier League, mi rendo conto che per mantenere i giocatori di un certo livello serve adeguare l’ingaggio. Altrimenti, meglio venderli perché è più conveniente”.