IL PODIO A RIJEKA IN ONORE DI DELIO BARUFFALDI

Al termine di una quattro ore rocambolesca Bolza Corse chiude al terzo posto con la famiglia Verdi, Marchesini e Barozzi, ricordando un caro amico venuto a mancare.

Tempo di lettura: 2 Minuti
299

Adria (RO), 14 Febbraio 2023– Rijeka e Bolza Corse, un matrimonio che ha regalato incredibili soddisfazioni e che, anche nel recente fine settimana, ha lasciato un profondo segno.

La squadra corse di Adria si presentava al via della quattro ore endurance, andata in scena Sabato scorso all’Autodrom Grobnik, con quattro punte variopinte, equamente divise tra conoscenze rodate nella sede polesana con alcuni interessanti innesti in chiave futura.

Proprio dalle nuove leve sono arrivate le soddisfazioni più significative, ad iniziare da un Luca Verdi che, al volante della Cupra Leon TCR DSG, piazzava una sorprendente pole position.

Allo scattare del semaforo verde era Andrea Marchesini ad aprire le danze, riuscendo a prendere un discreto margine, sul gruppo degli inseguitori, nel corso dello stint di apertura.

Il primo cambio vedeva il pilota di Montecchio Maggiore lasciare il posto a Fabiano Verdi, padre del giovane Luca, che notava ben presto una strana fuoriuscita d’acqua sul parabrezza.

Rientrato ai box il team constatava la rottura del radiatore, probabilmente dovuta ad un sasso, dando vita ad un’autentica lotta contro il tempo per poter riprendere la via del circuito.

Quando Fabiano è rientrato ai box i nostri hanno fatto i salti mortali” – racconta Paola Cazzadore (presidente Bolza Corse) – “cambiando il radiatore dell’acqua in tempo record. La gara era ancora lunga e tutto poteva accadere ma sapevamo di aver ricevuto un colpo gobbo.”

Il terzo stint, al volante nuovamente il giovane di casa Verdi, viveva su una sontuosa rimonta con la giovane promessa, diciotto gli anni all’anagrafe, che risaliva posizioni su posizioni.

Il turnover conclusivo portava al volante un’altra colonna della compagine polesana, Matteo Barozzi, che, nel corso dell’ultima ora di gara, completava quanto di buono costruito dai compagni di equipaggio, tagliando il traguardo al secondo posto nella classifica assoluta.

Una soddisfazione parzialmente macchiata da una penalità che, avendo oltrepassato il limite delle soste previste con la riparazione del radiatore, si è concretizzata nel terzo posto finale.

È stata una trasferta complicata” – aggiunge Cazzadore – “ma, nonostante la disavventura del radiatore, siamo riusciti comunque a concludere a podio. Complimenti a tutti ma in particolare al giovane Luca Verdi. È bravo e merita altre occasioni che, di certo, non gli mancheranno.”

Un podio, una festa, nel ricordo di un caro amico scomparso, Delio Baruffaldi.

Recentemente è venuto a mancare una persona molto cara a tutti noi” – conclude Cazzadore – “e stiamo parlando di Delio Baruffaldi, papà di Paolo. È stata una figura fondamentale per la nostra vita ed in particolare nella mia coppia. È stato merito suo se ho conosciuto Silvano. Abbiamo spinto tutti al massimo perchè volevamo dedicare a lui la vittoria, qui a Rijeka, ma non ci siamo riusciti. Siamo certi che continuerà a stare vicino a noi, seguendoci da lassù.”