Inter vittoria al cardiopalma

Partita pazza al Franchi, la spunta l’Inter al 95’

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Inter vittoria al cardiopalma
Inter vittoria al cardiopalma

Inter vittoria al cardiopalma. Fiorentina-Inter è stata una gran partita. Il biscione l’ha spuntata, mandando all’inferno gli uomini in viola, dopo un match che ha dell’incredibile. Il risultato che poteva concretizzarsi settimana scorsa al Camp Nou si realizza al Franchi, grazie a Barella che non fa l’Asslani e il solito incursore Mkhitharyan che insacca con la complicità di Venuti. Un finale che raggela la Fiorentina e manda in paradiso l’Inter, la quale in caso di pareggio sarebbe stata ripresa dalla Juve. Ma è in ogni caso preoccupante per i milanesi, in questa stagione, il confine labile tra la beffa e l’impresa: non è banalmente roba da Pazza Inter; è la risultante di varie alchimie che si accendono e si spengono ad intermittenza, rendendo l’attitudine dei nerazzurri lampeggiante. Poco importa il risultato, Inzaghi coglie da questa partita che, quando il livello si alza, la sua squadra non sembra essere lucida in fase difensiva, soprattutto quando si corre all’indietro, scoprendo pericolosamente il fianco alle qualità tecniche dell’avversario. Italiano invece vede la bilancia pendere dalla parte sbagliata nonostante un attacco che pare accendersi pian piano. Se fosse terminata in parità, i toscani non avrebbero rubato nulla; ma nel momento decisivo, quando ci si doveva schiacciare per organizzare la resistenza, ecco che i gigliati vogliono la vittoria, lasciando all’Inter praterie sconfinate. Ora è ovvio che bisogni ridimensionare le aspettative, a fronte di 10 punti in 11 partite: è difficile adesso sognare di tornare in Europa, visto il ritmo delle pretendenti; tanto vale buttarsi con anima e cuore sulla Conference, per farla rimanere appannaggio italiano. L’Inter al contrario deve spremere ogni risorsa fino al Mondiale, giocando tutte le partite come una finale, a partire da mercoledì col Plzen. Difatti gli scontri che ci diranno qualcosa di più sono la sfida ai ciechi e quelle che seguiranno con Juve e Atalanta: solo lì capiremo se i nerazzurri hanno ritrovato quel carattere, necessario per imporsi nelle partite di cartello, che fatica a far riemergere. Quando tutti saranno in Qatar tranne noi, sapremo se i viola potranno dire la loro in Conference e se la beneamata potrà rivolgere lo sguardo all’insù.

Inter vittoria al cardiopalma, la partita

L’Inter inizia meglio, tiene il campo e schiaccia la Fiorentina tanto che, pronti via, in 15’ Lautaro dà assaggio del suo repertorio: al 2’ verticalizza perfettamente per Barella che di mezzo esterno scaraventa la sfera alle spalle di Terraciano; poi si mette in proprio e ci regala una perla che rimanda a memorie argentine, militiane azzardiamo, quando punta Martinez Quarta e lo disorienta con una gran sterzata, concludendo con il sinistro incrociato. Così l’Inter al solito si poggia sugli allori, forte di una supremazia mai in discussione fino alla mezzora, quando i viola iniziano ad affacciarsi dalla parte di Onana. Nell’area piccola arriva un cross da destra sul quale si lancia Bonaventura; nella confusione generale il VAR capta la ninja move di Dimarco – bisogna dirlo, meritevole almeno del giallo – che imperfetto in fase difensiva, non si capisce con i compagni e s’avventa sul centrocampista. Cabral ringrazia e spiazza il portiere camerunense. La temperatura sale, fiocca qualche cartellino, e all’intervallo si capisce come i viola siano determinati a riprendersi il risultato. All’alba della ripresa Terracciano tiene in piedi i suoi e Italiano, audacissimo, mette Jovic per Duncan (passando al 4-2-3-1) alzando notevolmente il baricentro. Da esterno a esterno Kouamè lancia Ikonè che, leggermente defilato, rientra su Acerbi – inibito dall’ammonizione – e disegna una traiettoria sulla quale la pantera dell’Inter non può nulla: palla sotto al sette e parità. Inzaghi scuote i suoi e rileva un evanescente Correa per un Dzeko battagliero, e la mossa paga. Il bosniaco lancia il Toro che viene steso in area dal portiere; dopo l’iniziale fuorigioco viene concesso il rigore, trasformato da Lautaro con un collo destro tutto potenza che gonfia la rete. La partita sembra scivolare verso la conclusione, Inzaghi toglie anche Lautaro, ma al 90’ Jovic dice no: nella confusione d’area raccoglie una spizzata di Milenkovic e la gira in rete con bello stile. Questa volta sembra davvero finita, con l’Inter che confusa prova a riversarsi in avanti. La Fiorentina vuole andare a prendersi la vittoria, non si abbassa, offrendosi alle ripartenze dei meneghini. Così a 10’’ dalla fine Dzeko lotta sporco a centrocampo con Milenkovic, vince un duello al limite della legalità – con reminiscenze giroudiane, potremmo dire – serve Barella che da uno sguardo in mezzo e appoggia verso Mkhitaryan il quale, aiutato da un orrore difensivo di Venuti, può segnare la più facile delle reti, al contrario che a Barcellona. Il primo gol dell’armeno ha un peso specifico pazzesco, permettendo all’Inter di rimanere aggrappata ai suoi sogni. La viola lotta ma alla fine esce con le ossa rottissime, con l’unica nota positiva dei gol ritrovati e del ritorno alla rete di Jovic.

Inter vittoria al cardiopalma, le parole dei protagonisti

Come ovvio che sia dopo una tale battaglia gli umori dei protagonisti sono distantissimi. Il 4-3 è storicamente Il risultato che fa la gloria dei vincenti e la disperazione dei vinti, come ci ricorda una certa partita del 1970. La firma sul match è di Lautaro: dopo il digiuno che perdurava da agosto si è messo l’Inter sulle spalle, palesando anche qualche piccolo miglioramento tecnico ad arricchire il suo repertorio. Il volto della serata dice: “Le cose sono cambiate quando ci siamo detti le cose in faccia … nessuno tirerà via la gamba prima del Mondiale, perché è così che ci si fa male”. Parole da leader vero, pronto a essere scudiero di Messi in Qatar per prendersi il mondo. Anche il match winner è sulla stessa linea: “Il mio primo gol vale una vittoria importantissima, continuiamo così … dobbiamo segnare di più e migliorare difensivamente … vogliamo essere perfetti e ci riusciremo sicuro”. Sembra essere all’Inter da tre anni, non da tre mesi. Di umore opposto Italiano che, a questo punto per forza, deve rivedere qualcosa per fermare la pericolosa involuzione della sua Fiorentina. Ma recrimina su più fronti: “Non so cosa dire, perdere così è un dispiacere enorme … c’è stato anche l’episodio a sfavore in occasione del gol, è successo molte volte quest’anno … pareggiarla era come averla vinta … perdiamo in modo non meritato”. Inzaghi invece è sollevato, ben sapendo che un pareggio avrebbe interrotto l’idillio e riacceso le polemiche: “Abbiamo dato un grandissimo segnale contro una squadra importante … vogliamo giocarci il campionato … l’obiettivo è quello di continuare a vincere”. Simone suona la carica in vista di mercoledì, una partita da vincere per andare agli ottavi la seconda volta in due stagioni. L’Inter si munisca di coraggio, il tifoso interista di defibrillatore.



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