Ighli Vannucchi a SuperNews:

“Con l’Empoli una qualificazione storica in Coppa Uefa. Un buon trequartista? Paulo Dybala”

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Ighli Vannucchi

SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Ighli Vannucchi, ex giocatore di Lucchese, Salernitana, Empoli, Spezia. Il trequartista toscano, campione europeo con la Nazionale Under 21 del 2000, è stato una delle bandiere dell’Empoli, squadra in cui ha giocato per ben sei anni, dal 2004 al 2010. Vannucchi ci ha rivelato quali siano state le sue esperienze calcistiche più importanti e i suoi ricordi più significativi, esprimendosi infine sul ruolo del trequartista nel campionato di Serie A.

Inizi a giocare a calcio prima nel Maliseti, poi dal 1993 nella Lucchese, squadra con cui hai giocato anche in prima squadra. Cosa si prova ad esordire a 19 anni? In che modo gli anni delle giovanili hanno contribuito a formarti?
Per stile di vita, io vivo con leggerezza, qualità da distinguere dalla superficialità. Nonostante questo, da ragazzo affrontavo ogni stagione con concentrazione e professionalità. Facevo le cose seriamente. Ogni anno crescevo sempre di più. C’erano ragazzi che si sviluppavano prima da un punto di vista fisico, altri, come me, che si sono sviluppati dopo. Tuttavia, ho avuto il merito e la fortuna di esordire a 19 anni in una squadra importante di Serie B come la Lucchese, formata da giocatori di grande esperienza, in cui non era facile ritagliarsi il proprio spazio. Per questo, è stata una grande soddisfazione. Avevo salito il primo gradino della mia carriera.

La Salernitana è stato il club di Serie A che ti ha permesso di esprimere il tuo calcio e di farti conoscere al grande pubblico. Che esperienza è stata quella dei tre anni vissuti a Salerno?
Un’esperienza molto intensa. Arrivavo dalla Lucchese, la cui tifoseria era molto pacata, per ritrovarmi catapultato a Salerno, in una bolgia impressionante, in una tifoseria estremamente passionale. A vent’anni, non era facile giocare davanti a 40.000 persone. In un contesto del genere, in cui nel bene o nel male si vive il calcio così intensamente, se giochi bene conquisti automaticamente un posto nel cuore dei tifosi, diventi quasi un paladino. Io tutt’ora ho un ottimo rapporto con la società e la città, dal momento che in quei tre anni ho fatto delle cose molto belle e sono rimasto nel cuore della gente.

Sei stato un giocatore dell’Empoli dal 2004 al 2010, totalizzando 281 presenze e 36 gol. E’ stata la tua parentesi calcistica più importante?
Sì, sicuramente sì. A Empoli avevo trovato la mia giusta dimensione, quella che mi permetteva di esprimermi al massimo. Nonostante fosse un “piccolo grande club”, ho avuto grandissime soddisfazioni, come la qualificazione in Coppa Uefa nel 2008 e il riconoscimento come uno dei migliori calciatori italiani di quella stagione.

Come mai hai deciso di andare allo Spezia, nel 2010, per giocare nel campionato di Lega Pro?
Sono stato senza squadra per cinque mesi, dal momento che era scaduto il contratto che mi legava all’Empoli. Arrivò la chiamata dello Spezia e decisi di iniziare quest’avventura. E’ stata una bella esperienza: avevamo una grande tifoseria e una società molto ambiziosa. Infatti, riuscimmo a realizzare un triplete storico, anche se nel campionato di Lega Pro.

Qual è il tuo ricordo sportivo più significativo?
La qualificazione in Coppa Uefa. E’ stato un traguardo importantissimo, a livello personale e di squadra, dato che una squadra piccola come l’Empoli è riuscita a giocarsi, fino a poche giornate dalla fine del campionato, la qualificazione in Champions League. Inoltre, la vittoria del Campionato Europeo con la Nazionale Under 21. Indossare l’azzurro è sempre un onore, un’esperienza che inorgoglisce.

Avresti voluto giocare in una squadra particolare?
Sinceramente no. Ho giocato in squadre molto diverse, direi opposte, come Empoli e Salernitana. Sicuramente, mi sarebbe piaciuto fare un’esperienza all’estero. Questo sì.

Il tuo ruolo è quello del trequartista. Esiste, oggi, nella nostra Serie A, un trequartista che apprezzi particolarmente?
Seguo poco la Serie A, ma mi sembra che il ruolo del trequartista sia quasi scomparso, probabilmente a causa di questi nuovi moduli di gioco. Tuttavia, mi sembra che Paulo Dybala sia un buon numero 10. Spero che rilanci questa categoria.

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