Caro bollette: gli italiani pronti a cambiare abitudini

l report Censis- Edison evidenzia come i consumatori abbiano cambiato il proprio atteggiamento di fronte al tema energia, decidendo di adottare o di cominciare ad adottare comportamenti più attenti

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Caro bollette: gli italiani pronti a cambiare abitudini. C’è preoccupazione e nessuna superficialità. È questa la fotografia del Paese che emerge nel secondo rapporto Edison-Censis su I nuovi consumi energetici degli italiani. Un’immagine che evidenzia come i consumatori abbiano cambiato il proprio atteggiamento di fronte al tema energia, percependola ora come un bene e non più come qualcosa di illimitato. Ed è proprio per queste ragioni che hanno deciso di adottare o di cominciare ad adottare comportamenti più attenti e coscienziosi. Otto italiani su dieci, secondo il resoconto, si dicono pronti a consumare meno e meglio per risparmiare in bolletta e salvaguardare l’ambiente. Solo la metà di loro, invece, è sì pronta a modificare il proprio stile di vita, ma non del tutto, perché ci sono cose a cui non rinuncerebbe.

Caro bollette: consumare meno e meglio

Dallo studio emerge anche che davanti all’aumento della bolletta, la maggioranza degli italiani è convinta che sia possibile consumare meno e meglio l’energia. In sostanza cerca di ottimizzare i propri consumi, o comunque mostra una certa propensione a rivederne intensità e modalità. Per farlo, cerca tra gli operatori energetici quelli che offrono soluzioni migliori e più attente all’ambiente, ma scelgono anche quelli che hanno una più alta trasparenza contrattuale.

Caro bollette: dai single ai redditi alti, i target

Lo studio ha cercato poi di capire meglio il target delle persone che si dichiarano più o meno propense a cambiare i propri comportamenti quotidiani.  Le maggiori resistenze si registrano nella fascia di persone più vulnerabili economicamente, single, anziani e residenti in comuni minori.  Si tratta di circa il 15% della popolazione, circa 9 milioni di italiani che non riescono a sostenere i costi delle bollette e che comunque hanno già ridotto al minimo i consumi energetici.  L’approccio proattivo verso il tema dell’energia, viene riscontrato nella fascia 35-64enni, coppie con figli, laureati, redditi medi e alti. Con delle differenze però: c’è chi da priorità alla sostenibilità ambientale e fa più attenzione a gestire elettrodomestici, consumi di corrente e uso auto, piuttosto che al monitoraggio dei consumi energetici. In questo gruppo per la maggioranza sono adulti, anziani e coppie senza figli. Poi c’è la categoria degli “ecologisti vincolati”, circa un 30%: sono soprattutto giovani, donne, redditi medi, titolari di partite Iva e di piccole imprese. Tra loro l’attenzione è più concentrata verso la sostenibilità economica. E sono più pronti a modificare i comportamenti quotidiani.

 

 



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