Juventus, Allegri per il momento resta

Dopo il vertice notturno tenutosi nella sede della società, presa la decisione sul futuro dell’allenatore

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Massimiliano Allegri

Juventus, Allegri per il momento resta. La notte ha portato consiglio in società: avanti con l’attuale allenatore. Almeno fino alla sosta, poi si faranno altre valutazioni. La posizione del tecnico è quanto mai traballante. Se non fosse per il ricco contratto di cui è titolare (9 milioni all’anno n.d.r.) sarebbe già stato sollevato dall’incarico. Nel dopo partita il condottiero bianconero ha parlato di “momento no” (che dura ormai dall’inizio della stagione), definendosi tranquillo circa la sua posizione. Forte proprio di quel contratto firmato davanti ad Agnelli e Nedved e al quale non intende rinunciare. Ma a parte questo, l’allenatore è convinto che una volta recuperati dagli infortuni Chiesa e Pogba, una volta inseriti nei meccanismi Kostic, Di Maria e Paredes la Juventus tornerà ad essere una squadra competitiva.

Juventus, Allegri è un uomo solo al comando

Ma appare evidente che l’allenatore è un uomo solo. La società di fatto l’ha scaricato, con Elkann che fino all’ultimo ne aveva osteggiato il ritorno. Fiancheggiato da Cherubini e Arrivabene. Che si dovettero piegare al volere di Agnelli e Nedved. Sibillina la risposta data da Arrivabene ad un tifoso che chiedeva la testa del tecnico: “Il prossimo allenatore lo paghi tu…?”. Non solo, anche la squadra non è più dalla parte di Allegri: molti non capiscono la logica delle formazioni schierate e dei cambi fatti in corso d’opera. Al termine della partita, visto Di Maria chiedere a Milik le ragioni del cambio del polacco, in un momento fra l’altro in cui la Juventus era protesa alla ricerca del pareggio. La società è spaccata: Agnelli e Nedved hanno votato la restaurazione, Elkann e il resto della dirigenza era per la linea dei giovani, sull’esempio del Milan.

Juventus, Allegri fino alla sosta e poi ?

Domenica a Monza ci sarà ancora Allegri in panchina e non è escluso che possa essere la sua ultima partita in bianconero. Soprattutto nel caso di una sconfitta o di una vittoria sofferta. La dirigenza spinge perché il tecnico si dimetta, in un sottile gioco di guerra psicologica. Intanto gli è stato fatto presente che non avrà più potere sul mercato e che deve prendersi le responsabilità del gioco e dei risultati, senza nessuna protezione societaria. Voci di corridoio parlano di contatti in corso con altri allenatori, ma si sta facendo sempre più strada l’ipotesi di affidare la panchina a Montero, attuale allenatore della Primavera. La tappa di Monza rischia di essere decisiva, quindi domenica i fari saranno puntati sullo stadio Brianteo. 

 

 

 



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