Allarme blackout, futuro nero

Allarme blackout e blocco totale, il primo ministro Alexander De Croo parla della crisi e dei possibili e imminenti disordini sociali

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Allarme blackout e blocco totale, futuro nero

Allarme blackout e blocco totale, De Croo parla della crisi. “Altre poche settimane come questa e l’economia europea si fermerà. Il rischio è la deindustrializzazione e la possibilità concreta di gravi disordini sociali”. Questa è, in breve, la dichiarazione del primo ministro belga, Alexander De Croo, rilasciata a Bloomberg. Una forte crisi dalla quale risulterà quasi “impossibile” uscirne fuori. A tal proposito, il politico ha voluto far suonare questo campanello d’allarme al fine di ridimensionare quello che si sta susseguendo nel corso delle ultime settimane, con l’intento di non giungere mai a un punto di non ritorno. La situazione appare davvero grave e le conseguenze potrebbero essere peggiori di rispetto a quello che si possa immaginare. I paesi dell’UE rischiano il blackout e, qualora anche solo uno di questi Paesi si trovasse in tali condizioni, per De Croo questo rappresenterebbe un problema gigantesco per tutti. Cerchiamo di scoprire insieme cosa ha asserito il primo ministro, al fine di comprendere al meglio la situazione attuale (e quello che, a breve, potrebbe palesarsi dinanzi a noi).

Allarme blackout e blocco totale, De Croo parla della crisi e dei possibili e imminenti disordini sociali che ne potrebbero derivare

Il primo ministro belga Alexander De Croo ha avvertito che l’Europa deve agire immediatamente per affrontare la crisi energetica o rischiare il tipo di chiusura economica fondamentale da cui il blocco farebbe fatica a riprendersi.

Poche settimane come questa e l’economia europea si fermerà. Recuperare sarà molto più complicato che intervenire sui mercati del gas oggi“, ha riferito in un’intervista a Bloomberg“Il rischio di ciò è la deindustrializzazione e il grave rischio di disordini sociali fondamentali“. Il primo ministro preme sul fatto di poter imporre un tetto massimo di prezzo al commercio di gas. Lo scopo? Salvaguardare le industrie da una possibile (e sempre più reale) chiusura.

Onestamente non vedo altra scelta che fare interventi di mercato” ha asserito De Croo. “Non abbiamo una seconda possibilità per dimostrare a 450 milioni di europei che prendiamo le cose nelle nostre mani. Quello che state vedendo oggi è un massiccio drenaggio di prosperità dall’Unione europea“.

Le misure discusse in riunione

In una riunione ad alto rischio di 27 ministri, De Croo ha evidenziato alcuni punti sui quali intervenire. I piani che sono stati oggetto di discussione sono i seguenti:

  • Tetto massimo al prezzo del gas
  • Riduzione consumo elettricità
  • Prelievo sui produttori di combustibili fossili per utilizzare le entrate in eccesso a sostegno dei consumatori

Per De Croo è tardi per dire “ok, mettiamo qualcosa nel testo e poi ci incontriamo tra due mesi” – in quanto – “tra due mesi, con questi prezzi, temo sia troppo tardi”.

 

Fonte: Bloomberg



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