Die Messe der Wunder, il twin digital di Dusseldorf Messe in tecnologia VRO

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In un’ottica globale dove sempre di più stiamo vedendo il verificarsi di contrazioni a livello della
capacità di investimento in trasporti e soprattutto per quanto concerne il comparto energetico,
l’intuizione dell’associazione Verband der Eventveranstalter Rheinland Westfalense è stata di
anticipare i tempi e quindi di iniziare a presentare al mercato degli espositori abituali nonché degli
organizzatori di eventi, loro associati, un gemello digitale in tutto e per tutto Fedele all’originale che
permettesse di offrire contestualmente agli operatori una postazione fisica e la gemella postazione
digitalizzata; una vision salvagente anche per scenari futuri ma soprattutto una vision che permette
e permetterà di mantenere aperte tutte quante le fiere che normalmente hanno una durata limite
nel tempo per tutta la durata dell’anno sfruttando tutte le tecnologie della VRO e le funzionalità
delle cosiddette “SubVRO” ovvero degli enviroment gemellati che possono riprodursi pressoché
all’infinito mantenendo la costanza dell’applicazione iniziale e non gravando sulle risorse del
sistema informatico della sua architettura.
La riproduzione della fiera di Dusseldorf è strutturata nella operatività reale del plesso fieristico è
stata organizzata riproducendo completamente tutti i padiglioni fieristici nelle misure reali per una
superficie totale complessiva superiore ai 200.000 metri quadrati, all’interno inoltre sono stati
realizzati alcuni ambienti in uso comune quali l’Auditorium centrale posto nel lato nord ovest del
complesso espositivo che ha capacità di contenere fino a 500 persone contemporaneamente con
la traduzione simultanea in 14 lingue.
All’interno i singoli padiglioni possono ospitare una o più manifestazioni contemporaneamente o
attività o eventi di altro tipo e sono completamente indipendenti l’uno all’altro, quindi la struttura
può far condividere diverse esperienze a diversi soggetti inter connettibili tra di loro semplicemente
passando da un padiglione all’altro.
Questa prima realizzazione a livello mondiale di un plesso espositivo di questa portata nasce
dall’associazione delle società gestore delle attività all’interno del plesso, associazione che nasce
e vive e porta avanti la sua attività da decenni proprio in quel di Dusseldorf.
L’incontro con la tecnologia VRO è stato un incontro quasi naturale in quanto ha permesso agli
operatori di comprendere quale poteva essere la giusta collocazione digitale che permettesse di
riprodurre fedelmente l’esperienza che si vive all’interno di un evento organizzato nei locali della
fiera.
La struttura come abbiamo detto si compone di molti più plessi operativi che riproducono
fedelmente quelli della realtà espositiva, ed è proprio questa volontà di realizzare un ambiente
completamente simile all’ambiente dove il visitatore può vivere la sua esperienza reale che ha
entusiasmato i primi organizzatori storici di eventi all’interno del plesso che stanno strutturando in
questo momento le loro loro manifestazioni utilizzando sia il canale tradizionale espositivo fisico sia
in parallelo il canale espositivo digitale anche in previsione di quelle che potrebbero essere delle
future contrazioni a livello mondiale nei trasporti e nei movimenti di merci e di persone dovute alla
sempre crescente crisi globale energetica.
La struttura opererà attraverso un architettura decentralizzata di secondo livello che
sostanzialmente permetterà una velocità e un’interazione molto più rapida rispetto ai processi
operativi analoghi del passato e gli espositori avranno la facoltà di costruire di personalizzare e di
gestire i propri stand proprio nello stesso identico modo con il quale lo fanno nell’esposizione reale,
ovvero in maniera diretta oppure incaricando degli operatori digitali abilitati affinché possano
strutturare e realizzare il loro stand che sarà costruito secondo le prerogative di ogni singolo
espositore.
E nello stand si potrà incontrare un operatore reale che attraverso il collegamento tramite un
device, magari comodamente seduto in azienda, potrà intrattenere i visitatori accompagnandoli
nella loro visita dello stand e presentando loro le opportunità che i prodotti e servizi dell’azienda
rappresentata può offrire loro, e si può arrivare ad ottenere un risultato veramente performante
perché l’iterazione che si ha non è l’iterazione che si può avere tra un uomo e una macchina come
per esempio nella verifica e nell’utilizzo di sistemi basati su architetture web tradizionali ma è
un’interazione che si ottiene attraverso un altro individuo che, seppur collegato in remoto, è reale e
risponde in tempo reale agli stimoli umani che riceve e permette di offrire e dimostrare tutto ciò che
avrebbe potuto fare nella realtà però attraverso la rappresentazione tridimensionali immersive.
Prende sempre più corpo quindi la capacità di poter trasferire l’esperienza reale di tipo espositivo
in un’esperienza reale di tipo “espositivo digitale” finalizzata all’avvicinamento di un numero
sempre maggiore di visitatori e di utenti interessati e soprattutto senza quella freddezza che i
sistemi tradizionali di tecnologia web 2 ci hanno abituato ad avere quando parliamo di applicazioni
che impiegano contemporaneamente più tecnologie.ù
Ma non parliamo di applicazioni all’interno delle quali si fanno delle interrogazioni a diversi tipi di
database ma parliamo di applicazioni all’interno delle quali il soggetto che andiamo a interrogare
non è un database che risponde in maniera fredda semplicemente alla nostra ricerca ma è un
individuo che è collegato dall’altra parte con tutte le peculiarità le prerogative dell’individuo stesso.
Per questo le applicazioni che vengono sviluppate con la metodologia e con la tecnologia integrata
VRO risultano essere molto più accettate e molto più utilizzabili da qualsiasi tipologia di utente di
qualsiasi fascia di età e di estrazione sociale e soprattutto di qualsiasi tipologia di conoscenza
tecnica e tecnologica, non serve quindi essere degli esperti informatici per poter passeggiare
all’interno di una fiera digitale costruita in VRO.
Nascono quindi anche dei posizionamenti cosiddetti KioskVro ovvero delle postazioni dotate di
tecnologia OPM(r)(c) e OLD
(r)(c) proprietario di olimaint che sono in grado di offrire all’utente l’accesso
immediato alla room semplicemente sedendosi davanti al monitor collegato con la telecamera
senza necessità di dover digitare alcunché e senza necessità di dover fare alcun tipo di operazione
informatica.
In questo comunicato non possiamo far altro che raccontarvi le innovazioni tecnologiche che ci
sono all’interno dell’applicazione in quanto la committenza sta redigendo il calendario delle fiere
digitali per il periodo 2023 / 2024 e anni successivi.
È sicuramente estremamente interessante la possibilità della gestione diretta dello stand
modificabile just in time e in ogni momento del giorno per poterlo aggiornare con le novità che
l’espositore ritiene di dover presentare al mercato.
La fiera sarà fra l’altro la prima dotata di Avatar Hostess digitali che si muoveranno lungo tutti i
200.000 metri quadrati del plesso espositivo fornendo consigli su quali stand digitali visitare e
distribuendo dei depliant sempre digitali che verranno consegnati da Avatar ad Avatar e che
l’utente si troverà scaricati automaticamente o all’interno della propria mail come allegato o nel
download automatico che la VRO, ovviamente con il consenso, trasferirà archiviandoli nella
memoria del suo device.
Si apre quindi un percorso nuovo entusiasmante che permetterà sia ai detentori dei plessi
espositivi ma soprattutto agli organizzatori di eventi di poter sviluppare un nuovo modello di fiera
perdurante nel tempo e continuamente aggiornata aumentando di gran lunga la fidelizzazione del
cliente finale e del suo visitatore.
About Olimaint
Dopo una storia fatta di passione e impegno, Giovanni Nicolini, figlio professionale di quello che fu
il più grande degli industriali illuminati italiani, Adriano Olivetti, decise di avviare la Olimaint nel
1981, fuoriuscendo dall’azienda che tutti i dipendenti e dirigenti storici chiamavano “La mamma
Olivetti” nella quale era entrato ragazzino nel 1966 come “apprendista tecnico di macchine da
scrivere”, per quella che all’epoca sembrava essere una sfida impossibile, ovvero combattere con i
giganti americani di IBM che avevano iniziato a concentrare la loro attività sui servizi con la
Ibimaint.
Con la Olimaint, Nicolini ha rilevato attività di manutenzione in tutto il territorio, formando giovani e
affiancando quelli che al tempo erano i temerari programmatori che però abbisognavano di
macchine sempre funzionanti e performanti, creò un’organizzazione “decentralizzata” dove tutti
operano nel bene della società in un raggruppamento di competenze sotto forme differenti e in
paesi differenti.
A distanza di quarantadue anni la Olimaint affronta con forza e con tenacia le sfide del nuovo
millennio e si fa protagonista di quello che oggi chiamiamo “rivoluzione digitale”, operando su tutto
il territorio nazionale con una rete di 168 concessionari esclusivisti che copre tutto il mercato
interno, oltre alla presenza in diversi paesi europei ed extraeuropei, ed una struttura nazionale
fatta di 21 filiali.
L’attuale amministratore Federico Nicolini è stato annoverato tra le 101 personalità più influenti
dell’anno 2022 dalla classifica annuale redatta da Philippe Kottler per il WMS World Marketing
Summit.
La direzione della ricerca e sviluppo invece è coordinata da Massimiliano Nicolini attualmente
membro del Metaverse Standard Forum, l’organismo internazionale che sta redigendo le norme
per la regolamentazione tecnica degli standard, nonchè membro del board scientifico del consorzio
T42 e esperto convocato dal Senato della Repubblica Italiana, I° commissione affari costituzionali,
per l’affare 1144 “Metaverso e sue implicazioni”, ha recentemente pubblicato il suo saggio
“Metaverse Me”.
Per informazioni e contatti si prega di contattare la segreteria al numero 345 563 04 96 tramite
whatsapp , Lucia Secchi, Ivana Damiani, mail desk@oliverso.i



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