Finali scudetto basket, Milano si porta sul 2-1

Uno strepitoso Melli porta i biancorossi in vantaggio nella serie, Gallinari spettatore d’eccezione

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Finali scudetto basket, Milano si porta sul 2-1. Ieri sera la super sfida scudetto fra l’Olimpia Milano e gli eterni rivali della Virtus Bologna, ha vissuto il terzo capitolo. Favorevole ai meneghini, trascinati dal talento di Melli e Shields. Il 94-82 finale racconta di una partita divertente, molto apprezzata dai 12.000 tifosi assiepati sulle sedie del Forum di Assago. La squadra milanese, reduce dalla sconfitta in gara 2 a Bologna (75-68 ndr), si porta in vantaggio nella serie e domani sera potrebbe dare una spallata alle velleità bolognesi in gara 4, sempre fra le pareti amiche. Dove ancora una volta potrà contare sull’appoggio dei propri supporter, vero e proprio sesto uomo in campo.

Finali scudetto basket, Milano si porta sul 2-1. La cronaca della partita

L’inizio della serie scudetto a Bologna, tutto a punteggi bassi, sembrava dire che era quello il terreno preferito dell’Olimpia per spostare la bilancia dalla propria parte, e che alzare i ritmi l’avrebbe fatta pendere invece sul piatto della Virtus. Invece la serie si è spostata a Milano ed è stata l’Armani a rovesciare 94 punti (a 82) sulla Segafredo per prendersi il 2-1 nella serie, anche se un ruolo l’ha avuto senza dubbio aver impedito di accendersi a Shengelia (10 punti) e Jaiteh (8), accettando i lampi di Belinelli e Teodosic (14) attorno al carattere di Hackett (18) alla lunga rimasto solo.

L’Olimpia si gode la ripresa da leader di Nicolò Melli (22 punti alla fine) e i graffi quando contava di Jerian Grant (14), dopo che Shields (19) e Datome (12) avevano messo la partita sui binari biancorossi. I canestri del Forum sono evidentemente più larghi, o morbidi, di quelli di Bologna se l’Armani chiude con 11/23 da tre e la Segafredo con 11/25, ed entrambe toccano o almeno sfiorano l’80 per cento dalla lunetta dopo i tanti ferri delle prime due gare.

Dopo due partite di attacchi in panne, si capisce subito che gara 3 è un altro sport: accende tutto Shavon Shields, con due triple e 8 punti nel primo paio di minuti di un primo tempo che chiuderà a quota 14. La gravità creata da Rodriguez (8 assist alla fine) attorno all’asse coi lunghi Bentil e Hines (non per caso la miglior Olimpia è con lui in campo anche se va al riposo con un tiro e zero punti) crea spazio per Shields appunto e anche Datome, fino al 25-14 all’8’ con Melli. Poi però il primo giro dei cambi inverte l’inerzia. Sampson è più costruttivo di Jaiteh e soprattutto rispetto a Pajola, Hackett aggiunge all’intensità anche la capacità di mandare a canestro i compagni: ci sono anche i suoi 4 assist (oltre ai 7 punti) a metà partita dietro il 63% da due nel primo tempo che tiene in partita la Virtus.

Il primo dividendo per Scariolo è il 15-4 a cavallo dei primi due quarti che ribalta la partita sul 31-34 a inizio secondo periodo, il secondo arriva quando la partita resta aperta perché il nuovo 10-2 milanese con Melli (terzo fallo già al 16’) e Datome non basta a dare la spallata perché è nella propria metà campo che l’Olimpia ha molto da rimproverarsi.

A consegnare la partita nelle mani milanesi è il break di 10-2 sul finire del terzo quarto: succede quando Hackett finisce per restare fin troppo solo, per colpa dei compagni e per merito dell’Olimpia che taglia i rifornimenti, mentre Melli dall’altra parte invece firma lo strappo con uno show che prescinde da chi si trova davanti, titolari o seconde linee fa lo stesso. Costringe così la Virtus a chiudersi in area, lasciando liberi sugli scarichi Baldasso e Grant per le triple che allungano sul 76-65 al 29’ della fuga decisiva.

Per Scariolo il tempo per rientrare ci sarebbe e il miglior momento di Belinelli prova a tenere la Virtus aggrappata al match, anche se mai oltre rientrando l’83-76 al 34’. Poi anche Hines con un paio di giocate delle sue dice che basta così, ci si rivede qui per gara 4 .Con Milano avanti 2-1 e in fiducia dopo una notte da 94 punti.

 



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