Pugilato, la storia di Marvin Hagler

Il “meraviglioso” che abitava a Milano e aveva dominato le scene dal 1980 al 1987

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Pugilato, la storia di Marvin Hagler. L’indimenticato pugile americano, viveva a Rozzano (Milano) ed era amatissimo dai fan di tutto il mondo. Marvelous Marvin Nathaniel Hagler (Newark, 23/05/1954 – Bartlett 13/03/2021) è stato un pugile e attore, campione del Mondo dei pesi medi unanimemente riconosciuto dal 1980 al 1987. Nel 1982, siccome i commentatori di boxe rifiutavano di chiamarlo con il suo nome d’arte, cambiò legalmente il suo nome in Marvelous Marvin Hagler (“marvelous” in italiano “il Meraviglioso”). Tra le figure più importanti della boxe negli anni ’80, la International Boxing Hall of Fame, lo ha riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo. Insieme a grandi campioni come Classius Clay, Mike Tyson, Evander Holyfield, Joe Frazier, George Foreman, Rocky Marciano, Joe Louis e Sonny Liston. egli ultimi anni si divideva fra la casa negli States e la sua Rozzano (Milano). Frequentava una palestra della zona per mantenere integro il fisico prodigioso che la natura gli aveva donato. Padre di cinque figli, fuori dal ring si è divertito anche come attore: ha interpretato Jake nei film italiani Indio e Indio 2 tra il 1989 e il 1991. Nel 1996 è stato anche sul grande schermo per interpretare il ruolo di Mike nel film Virtual Weapon. Era sposato con Kay, la loro unione è durata 31 anni. Si erano sposati presso il Municipio di Pioltello (Milano). La donna infatti aveva vissuto per alcuni anni in città e qui abitavano i genitori e gli amici di famiglia.

Pugilato, la storia di Marvin Hagler. Dagli inizi fino alla consacrazione

Hagler fece una lunghissima gavetta. Arrivò a disputare il titolo mondiale dopo 7 anni di pugilato professionistico e ben 50 match. Ma quando salì sul trono vi restò imbattuto per sette lunghissimi anni, dal 1980 al 1987, con 12 difese del titolo. In quindici stagioni sul ring solo tre volte ne uscì sconfitto, ed ogni volta era stato un verdetto controverso. La sua carriera finì il 6 aprile 1987 al termine del match contro Ray Sugar Leonard, che i giudici diedero ai punti al rivale, ma con verdetto non unanime. Hagler se la prese tantissimo, non accettò mai quel risultato ritenendolo pilotato. E prese la decisione irrevocabile delritiro. Rifiutò ricche proposte economiche per una rivincita con Leonard e si dedicò a fare il commentatore televisivo. Mancino molto tecnico e potente, Marvin amava la battaglia e il suo volto pieno di cicatrici raccontava di una storia molto vissuta sul ring e piena di passione. Hagler picchiava che era una meraviglia, potente e anche elegante. Preparava i suoi incontri con grande cura, meticoloso, aveva una concezione della boxe quasi religiosa, e quando si sentì tradito e derubato del titolo, lasciò il ring e non volle più saperne.

Pugilato, la storia di Marvin Hagler. I match leggendari con Antuofermo, Hearns, Duran e Leonard

Alcuni dei match disputati da Hagler, sono entrati nella storia del pugilato, divenendo leggendari. Incontri che gli appassionati ricordano con grande nostalgia, per il livello tecnico, l’eleganza e la potenza dei pugili sul ring. Hagler ebbe la sua prima occasione per il titolo mondiale dei pesi medi WBC e WBA e il 30/11/1979 contro il campione Vito Antuofermo a Las Vegas. L’incontro diventa subito durissimo ed entra nel mito. Dopo 10 riprese Hagler conduceva piuttosto nettamente ma, anziché finire l’avversario, si limitava a gestire il match. Antuofermo ne approfittava per gettarsi coraggiosamente all’attacco nel tentativo di riaprire l’incontro. Alla fine la giuria emette un ingiusto verdetto di parità (141-145, 144-142, 143-143) che consente ad Antuofermo di mantenere la cintura di Campione del Mondo. Dopo il match, Antuofermo fu costretto a sottoporsi a ben settanta punti di sutura per le ferite riportate. L’incontro venne dichiarato Sorpresa dell’anno 1979 dalla rivista specializzata Ring Magazine. Hagler deve ancora attendere per il titolo mondiale. Alcuni mesi dopo Antuofermo perde il titolo con l’inglese Alan Minter. Hagler è il primo sfidante e sfida il campione in trasferta a Londra il 27/09/1980. Dopo avergli aperto una profonda ferita al sopracciglio già alla prima ripresa, lo statunitense batte il britannico per ko tecnico al 3º rounf diventando così finalmente campione del mondo dei pesi medi per la WBC e la WBA. ll 10/11/1983 a Las Vegas, Hagler incontra Roberto Duran, il celebre campione panamense soprannominato “Mani di pietra“. Durán è il primo sfidante al titolo di Hagler che riesce a concludere in piedi l’incontro dopo 15 round: Hagler mantiene il titolo con una vittoria ai punti con verdetto unanime sebbene di misura (144-142, 146-145, 144-143 i cartellini dei tre giudici). Anche se in evidente sovrappeso il pugile panamense fu l’unico dei 12 sfidanti a impensierire seriamente il Campione del Mondo dei medi. ll 15/04/1983, Hagler difende le sue cinture contro Thomas Hearns per l’incontro che viene pubblicizzato dai media come The War (“La Guerra”). L’incontro, nonostante si sia risolto in tre round a favore di Hagler, viene ricordato come uno tra i più violenti e spettacolari tra pesi medi, anche per il valore dei due pugili. Hearns ebbe la meglio nel primo round sfruttando il suo gancio destro essendo dotato di superiore allungo rispetto ad Hagler più basso di statura. Tuttavia la differenza tra i due pugili fu la capacità di incassare i colpi: Hearns, di mascella più fragile rispetto ad Hagler, fu colpito con un largo destro e messo ko alla terza ripresa. Va ricordato che Thomas Hearns riportò una frattura alla mano destra nel primo round a seguito di un colpo fortissimo portato a segno e dovette quindi continuare il match utilizzando solo la mano sinistra per colpire l’avversario. Il 06/04/1987 Hagler incontra Sugar Ray Leonard in un match riconosciuto valido per il titolo dalla sola WBC. Perde l’incontro ai punti per decisione non unanime dei giudici. L’esito dell’incontro rimane molto controverso e fa discutere gli appassionati di pugilato ancora oggi. Alcuni sostengono che Hagler abbia patito in quell’incontro la tecnica sopraffina (per quanto anche Hagler non fosse poi da meno) e soprattutto la personalità di Leonard, ma di fatto pagò forse l’errore d’aver accettato un incontro sulle 12 riprese anziché sulle ancora previste 15, distanza questa che gli avrebbe probabilmente fatto avere la meglio sull’avversario. Le statistiche dell’incontro riportano che Leonard portò a segno 306 colpi contro i 291 di Hagler, a dimostrazione dell’estremo equilibrio tra i due pugili. Di fatto, Hagler non ha mai accettato il verdetto dell’incontro con Leonard, ritenendo la sconfitta immeritata e decidendo di conseguenza di abbandonare il pugilato definendosi stanco della politica che manovra lo sport. Ritirandosi, Hagler rinunciò a borse di milioni di dollari già prospettate dagli organizzatori americani che volevano lanciare una rivincita con Leonard. 

 

 

 



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