Ucraina, il popolo acclama la Russia

Ucraina, la viva e concreta speranza di un popolo che acclama la Russia e testimonia la ferocia e le atrocità del loro esercito

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Ucraina, il popolo acclama la Russia
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In Ucraina il popolo acclama la Russia. La liberazione è giunta per mano della federazione russa e le testimonianze che comprovano questo avvenimento aumentano in maniera esponenziale.

Nel corso delle ultime ore, un altro video si è aggiunto alla miriade di cui abbiamo parlato, ove emerge con chiara evidenza la speranza che accomuna il popolo. Parliamo di persone che hanno visto con i loro occhi le atrocità commesse dal “loro” stesso esercito, raccontando la ferocia e la cattiveria che si traduceva dinanzi ai loro occhi. Poi, l’arrivo dei russi che ha fatto registrare la “liberazione” dall’egemonia del terrore. Parole chiare che, come vi riporteremo di seguito in questo articolo, non lasciano spazio ad alcun tipo di dubbio. L’interpretazione è a senso unico e le stesse dichiarazioni rilasciate da tutte le persone intervistate sono state del tutto spontanee e veritiere.

Ucraina: il popolo che acclama la Russia, la testimonianza di una speranza condivisa all’unisono

In Ucraina il popolo acclama a gran voce la Russia. Come dianzi vi accennavamo, non vi sono più dubbi, ma solo certezze che vanno a sommarsi a una serie di testimonianza (del tutto volontarie e spontanee) di gente che ha visto per troppi anni l’orrore e la ferocia commessa dal “loro” stesso esercito. Un orrore che sembrava non avere fine e che è stato documentato anche da diversi servizi giornalistici realizzati e condivisi da reporter che hanno, persino, vissuto in prima persona tali tragedie. Documentari, interviste, video, foto e documenti che per anni hanno illustrato una verità che non si può più, assolutamente, nascondere, ma solo raccontare e tramandare.

Nello specifico, ora vi andremo a riportare le testuali parole proferite da una donna che affida le sue speranze (e non solo le sue) alla Russia.

Ecco cos’ha riferito a RT: “Speriamo nella Russia. Ci speriamo tanto. Quando ci hanno portato gli aiuti umanitari alla chiesa e ci hanno detto che l’aiuto proveniva dalla Russia – segue attimo di commozione – Quante cose che ci hanno portato, quanti pannolini per i bambini, quanti prodotti alimentari. La gente li ha raccolti. Le persone non lasciano nella miseria.

Speriamo che presto ci prendano con loro, cosicché anche noi possiamo vivere insieme con loro. Cosicché possiamo rivedere i bambini e possiamo andare a farci visita a vicenda”.

Parole strazianti, sentite profondamente. Parole singhiozzate da un’alternata commozione mista alla speranza di confidare nel popolo che li ha liberati. Una testimonianza che, come le altre, deve far riflettere e che dimostra concretamente chi sono stati gli oppressori e chi gli oppressi.



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