APE ATOMICA: INTERVISTA

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APE ATOMICA
APE ATOMICA
Tempo di lettura: 5 Minuti

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il wrestler italiano Ape Atomica, fresco vincitore di uno degli incontri più duri delle Idi di Marzo 2022. Ape Atomica è riuscito a mantenere la cintura di Campione delle Regioni e ad aiutare Shock nella difesa del titolo di Campione Italiano.

Benvenuta Ape Atomica. Complimenti per la seconda difesa titolata della cintura di Campione delle Regioni. Ci fai un bilancio delle tue ‘Idi di marzo 2022’?
Ciao Vincenzo, grazie a te e alla redazione di SuperNews per l’invito. Riguardo al bilancio delle mie “Idi di marzo”, sono contento di essere riuscito a portare a casa la vittoria, mantenendo, in un modo o nell’altro, il titolo di Campione delle Regioni. Quando la forza non basta, quando la velocità e le acrobazie non bastano, è il momento di usare la testa. Il premio più grande è stato portato a casa, e questa è la cosa che più conta. Molto importante è stato anche riuscire ad aiutare Shock dai soprusi che stava subendo da Malacarne. Anche in quel caso il prezzo da pagare è stato alto, ma alla fine ci siamo rialzati tutti e abbiamo portato a casa un’altra vittoria fondamentale. Per cui, tutto sommato, direi che il bilancio si chiude in modo molto positivo.

Giant Warrior si è dimostrato un avversario ostico. C’è qualche altro wrestler nel roster che temi possa soffiarti la cintura?
Si, Giant Warrior è stato certamente un avversario ostico. Non riuscivo a buttarlo giù e non era facile scappargli. Alla fine ce l’ho fatta, e questo dimostra che Ape Atomica non ha paura proprio di nessuno nel roster. Io non temo nessuno e so che nessuno è in grado di sconfiggermi.

Su Instagram hai pubblicato una foto con Shock e questo dimostra che fra wrestler può esserci un’amicizia anche fuori dal ring. Ci parli di questo aspetto meno conosciuto dal pubblico?
Certamente. Quello che succede sul ring, resta sul ring. Fuori dal ring c’è il rispetto, c’è l’amicizia, ci sono tanti anni di viaggi fatti insieme, di emozioni, di adrenalina, di intrattenimento, di qualità regalata al pubblico e quando si condivide tutto ciò, quando si cresce uniti, un legame resta. Perché queste sono emozioni molto forti che vengono vissute da noi lottatori. Io e Shock abbiamo debuttato praticamente lo stesso anno e da allora ci siamo incontrati diverse volte. Abbiamo assistito ai successi e ai fallimenti l’uno dell’altro e siamo rimasti sempre molto uniti. Ed è proprio per questo motivo che posso ritenerlo come un fratello, perché abbiamo condiviso veramente di tutto. Ciò non toglie che se dovessimo ritrovarci ancora sul ring, magari per il titolo italiano o per il titolo regionale, sarà guerra, anche se c’è rispetto e ci vogliamo molto bene.

Raccontaci i tuoi progetti futuri e, se puoi, svelaci qualche anticipazione.
Per quello che riguarda il futuro dell’Ape Atomica ci sono diversi progetti e molta carne sul fuoco. Quello che mi interessa fare di più è esibirmi e poter regalare al pubblico emozioni facendo le mie cose ed essendo fonte di ispirazione. Ho molti progetti anche fuori dall’Italia, ma non è ancora il momento di parlarne. L’obiettivo è quello di riuscire a crescere un po’ a livello di figura e a livello di wrestler, ma soprattutto trovare degli occhi sempre più importanti sotto i quali esibirmi.

Nella tua attività di coaching come ti interfacci con le persone che si approcciano a questo spettacolare sport?
Come coach e come preparatore atletico, quello che faccio è preparare le persone in modo funzionale al ring. Quindi non solo sotto l’aspetto estetico, ma anche pratico. Il ring richiede una particolare prestanza fisica, specialmente nella mia categoria acrobatica. Dopo spiego esattamente cos’è il wrestling e quanto pesa a livello psicologico e a livello di determinazione. Una particolarità del coaching è che varia da soggetto a soggetto, ogni persona ha bisogno di determinate cose e poi, in base alle singole necessità, è il coach che fa la differenza per ottenere i risultati.

C’è qualcosa che cambieresti per aumentare la popolarità del Wrestling Made in Italy?
Dopo anni passati ad arrabbiarmi perché non esiste una WWE in Italia, ho capito che in realtà sono stato fortunato perché il wrestling non appartiene a questa nazione e poteva anche non esserci per niente, quindi questo è un concetto importante che sento di dover trasmettere. Oggi in Italia ci sono tantissimi atleti, molto preparati, con bei costumi e capaci nella costruzione degli incontri. Noi lottatori, non avendo una vera WWE, non avendo nulla sopra la testa, abbiamo creato un ambiente dove anche se la tattica e il fisico non sono impeccabili, tutto sommato il pubblico risponde bene e non c’è nessuno che possa toglierci la possibilità di esibirci. In WWE, se non sei perfetto su 3-4 aspetti specifici tendono a non considerarti, mentre in Italia non succede, puoi comunque esibirti e avere una risposta. Per aumentare il bacino di utenza basterebbe suscitare l’interesse di un parco divertimenti e partecipare come attrazione, oppure basterebbe che un ring venisse montato su una nave, un po’ come ha fatto Chris Jerico nelle Jerico Cruise. Quello che serve per fare crescere il wrestling Made in Italy è smuovere qualcosa a livello imprenditoriale, perché tanto la disciplina piace alle persone e si venderebbe facilmente. Solo che le promotion che al momento fanno wrestling sono promotion con una capacità economica che non è certamente quella imprenditoriale. Una realtà di wrestling a stento ha i soldi per lo show successivo. In definitiva, per far risollevare tutto il movimento servono soldi veri, capacità vere e un team di esperti ben strutturato. Noi in Italia avremmo la possibilità di fare wrestling e di viverci senza dover essere ai livelli della WWE, però ci servono degli imprenditori che possano garantire un ritorno.

FONTE: https://news.superscommesse.it/interviste-personaggi-famosi/2022/04/ape-atomica-a-supernews-io-non-temo-nessuno-e-so-che-nessuno-e-in-grado-di-sconfiggermi-488595/



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