Secondo Infantino sono troppe le gare insignificanti del calendario internazionale

Però la FIFA propone il mondiale ogni due anni…

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Il problema rappresentato da un calendario sovraffollato, torna a fare capolino ogni volta che arriva una sosta internazionale. Nel corso della quale si possono svolgere le gare di qualificazione delle varie competizioni organizzate dalle organizzazioni che presiedono al governo del calcio globale. A partire dalla FIFA, il cui numero uno, Gianni Infantino, si è appena pronunciato, in maniera abbastanza contraddittoria.

Infantino: le gare sono troppe e spesso insignificanti

Secondo il Presidente della FIFA, le gare internazionali sono ormai troppe e troppo spesso prive di significato. Un pensiero condiviso da molti, proprio alla luce di quello che si sta ripetendo anche in questi giorni, con giocatori costretti a spostarsi da un continente all’altro per rispondere alle convocazioni delle proprie nazionali. Coi giocatori sudamericani che potrebbero essere costretti a dare forfait nelle loro squadre di club dopo aver disputato le gare a poche ore di distanza dalla ripresa dell’attività normale.
La proposta di Infantino sembra molto logica: dare vita ad un sistema più semplice e chiaro, in grado di snellire i calendari e impedire che i giocatori ne risentano a livello di salute, costretti a giocare sempre più gare. Una proposta la quale, però, si va a scontrare con quella proveniente sempre dalla FIFA, che vorrebbe cambiare la cadenza dei mondiali, facendoli disputare ogni due anni.

Mondiali ogni due anni: una proposta illogica?

La proposta della FIFA, apertamente avversata dall’UEFA, sembra in effetti cozzare non solo con le parole di Infantino, ma anche con la logica. Disputare mondiali con ricorrenza biennale significherebbe affollare ulteriormente un calendario già intasato. Andando peraltro a sovrapporre le qualificazioni con quelle dei tornei continentali.
L’unico modo per evitare che ciò accada sarebbe una nuova organizzazione più gerarchica del calcio mondiale. Nella quale le squadre dovrebbero essere divise in fasce, di cui solo la più elevata darebbe accesso alla fase finale della competizione. Una proposta, però, destinata a scontrarsi con la decisa opposizione delle federazioni meno importanti.

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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