Emilia Romagna zona rossa? i dati parlano chiaro: ecco da quando potrebbe scattare

Con un tasso settimanale di incidenza superiore a 250 casi per 100mila abitanti si passerebbe in zona rossa: ecco come funziona. L’Emilia trema

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Lombardia nuovo DPCM

Emilia Romagna zona rossa. Dal 16 Gennaio cambieranno ancora i colori delle regioni dopo il consueto report del Ministero della Salute che avverrà nel corso della stessa giornata. E alla luce di un nuovo coefficiente inserito nei parametri per valutare il grado di rischio di una regione, a tremare sarebbero alcune regioni che potrebbero ritrovarsi da lunedì prossimo in zona rossa. Tra queste c’è l’Emilia Romagna.

In arrivo nuovo coefficiente

Secondo una proposta dell’Iss, che sarebbe già approvata dal Comitato tecnico scientifico, nella valutazione dal prossimo venerdì entrerebbe con primaria importanza un nuovo coefficiente: il livello di incidenza parametrato su 7 giorni. Se cioè si supera quota 250 casi ogni 100mila abitanti scatterebbe in automatico l’ingresso in zona rossa.

Secondo questo parametro al momento l’unica regione a superare abbondantemente quota 250 è il Veneto che si conferma regione più colpita da questa seconda ondata della pandemia. Il Veneto ha il coefficiente a 454,31. Così alto da far pensare ad una zona rossa quasi scontata da lunedì prossimo.

Emilia Romagna zona rossa, coefficiente al limite

Ma a tremare c’è anche l’Emilia Romagna che ha un coefficiente al limite con 242,44. Alla luce di ciò potrebbe essere inserita anche lei in zona rossa. A rischio anche la Provincia autonoma di Bolzano (231,36), il Friuli Venezia Giulia (205,39) e le Marche (201).

“Quel limite non l’ha chiesto nessuna regione e, se volete la mia impressione, non entrerà fra quelli utilizzati per decidere la colorazione o lo spostamento delle Regioni – tuona il presidente della Regione Emilia Bonaccini. Ci confronteremo con il governo e come sempre cercheremo di fare il meglio possibile”.

Per ora come detto sono solo proposte che dovranno passare al vaglio della cabina di regia tra governo e Regioni. Vedremo se si deciderà di utilizzarlo o meno. Di sicuro le regioni, soprattutto quelle a rischio, saranno poco d’accordo dall’utilizzarlo. Ma l’aumento dei casi imporrebbe ad abbassare i coefficienti.

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