Incendi in Australia, GP di Melbourne a rischio?

Le dichiarazioni del Presidente australiano Westacott

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Incendi in Australia

Incendi in Australia, sono talmente rischiosi da compromettere l’annuale Gran Premio di Melbourne che si terrà a Marzo?

Nei giorni scorsi si è parlato spesso di questa eventualità. Il problema principale è che la Terra dei Canguri è ultimamente sconvolta dalla presenza di numerosi incendi, si vocifera di natura dolosa. Ciò che spaventa, è che nonostante l’impegno compiuto da parte di ogni forza dell’ordine possibile ed immaginabile e dei singoli cittadini, una volta spento un rogo se ne accende un altro. La popolazione è atterrita. La natura incredibile di questa terra meravigliosa è stata messa in ginocchio e corre il pericolo di essere inghiottita dalle fiamme. Gli incendi hanno divampato uccidendo e ferendo non solo la flora ma anche la fauna. Innumerevoli specie di origine primordiale sono state bruciate vive. Non siamo, dunque, di fronte ad un normale imprevisto ma ad una vera e propria catastrofe.

Incendi in Australia e la F1

A marzo avrà luogo la prima gara di Formula 1 della stagione, che sarà a Melbourne, all’interno di Albert Park. Nonostante si fosse vociferato diverse volte di spostarlo altrove, il circuito è stato confermato come ospite della formula maggiore fino al calendario del 2025. O almeno, questi sarebbero i piani. Il motivo per cui la prima tappa sarebbe a rischio è che non si sa come procederanno gli incendi fino ad allora e comunque l’aria risulta ovviamente consumata ed inquinata, colma di anidride carbonica. In questa maniera pare ovvio che si metterebbe a rischio la salute di fans, piloti e lavoratori.

Se fosse questa la situazione ci sarebbero dei problemi organizzativi. I biglietti sono stati venduti, tutto è stato organizzato, le persone pagate. Inoltre, il Presidente dell’ Aus Grand Prix Corporation Andrew Westacott ha dichiarato che non ci sarebbe motivo di sospendere l’evento.

“Gli incendi sono lontani da Melbourne, l’aria interessata è a est e dista almeno 200/300 chilometri“- ha affermato Westacott – “L’inquinamento, inoltre, è portato qui dal vento”.

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